domenica, 06 marzo 2011

loretta strong di copi

sono andata a vederlo ieri all'outoff nella messa in scena di marcido marcidorjs e famosa mimosa – non avevo mai visto né loro né copi (pare che a teatro ultimamente io riesca a vedere solo spettacoli en travesti). 
l'immobilità dell'attore letteralmente legato alla sua astronave e una performance tutta gridato parossismo sono le caratteristiche di questa versione: interessante, ma forse un po' della leggerezza del testo così svanisce...
loretta strong appartiene allo stesso universo del rocky horror, tanto che sarebbe interessante sapere se copi lo conosceva (il musical è del 1973, la sua pièce del 74, il film del 75) o comuunque approfondire le ricognizioni sulla fantascienza come scenario della sessualità più anarchica.

«Cosmonaute intrépide, cannibale, tour à tour tortue et femme du monde, sa vision de l'extérieur du satellite coïncidera toujours avec son intérieur: même enceinte, elle sera toujours à l'intérieur et a l'intérieur de quelqu'un. de qui? Mais n'en disons pas trop: la mémoire est le privilège du seul spectateur.  Loretta Strong, c'est peut-être vous.»
Copi

«Nu et vert, nu comme un ver, beau comme un ange du Greco, il boitille sur un seul escarpin, et ses cheveux dansent. Sous les pas de Copi, le sol se dérobe. Depuis longtemps, Copi a quitté notre terre ferme; il l'a quittée partiellement. Il n'est jamais en un seul endroit à la fois, il est avec nous, et sur la planète qu'un jour il a découverte, que depuis il explore, il décore sa planète intérieure, son île au trésor.»
Colette Godard, Le Monde, 1974

«In Copi, nel suo teatro che solo gli accademici possono ancora definire semplicemente “surrealista”, ... c'è non solo l'insegnamento di Alfred Jarry, ma la trasgressione, ben più profonda, di tutto ciò che il ’68 ha rappresentato: la psichedelia, l'utopia, l'erranza, la rivolta contro ogni limitazione della fantasia, l'eccentricità dei riferimenti culturali, la follia come regno dell'immaginazione.»
Tondelli, ora in un weekend postmoderno

in questa monografia, loretta è «l'opera più infantile di Copi».

enrique vila-matas va a mangiare le ostriche con copi in parigi non finisce mai.

Emerso da rose verso le 22:34 | dal vivovisioni | Comments (0) | TrackBack

giovedì, 24 febbraio 2011

la compagnia della fortezza in hamlice

«saggio sulla fine di una civiltà» che ieri sera a milano si è accalcata all'hangar bicocca (1200 persone secondo gli organizzatori – e secondo la questura?  ci sarà pur stata, essendoci i carcerati...) provocandomi anche qualche piccolo attacco d'ansia da folla, durante l'attesa nell'atrio e poi nel prologo allo spettacolo, in un'anticamera ancora con le luci accese dove il pubblico era disgustosamente costretto a guardare se stesso mentre veniva perseguitato dalle risate di un amleto isterico e intanto cominciava a conoscere i personaggi della recita: molti issati su stivaletti fetisciosi, a cominciare dal coniglio (invece non trovo foto del bellissimo ragazzo con la gonnellina di cartapesta), altri in pianelle da servitore di corte. la corte è una corte settecentesca da amadeus, broccati pizzi e belletti rammentano in effetti le fiabe impolverate alla lindsay kemp. ma quando si aprono le porte dell'hangar vero e proprio dove si innalzano i palazzi di kiefer, ogni spettatore può trovare il proprio teatrino – più amleto, più alice, più amleto –, assembrarsi attorno alle attrazioni maggiori riprendendole pazzamente con il telefonino o vagare sperduto sotto le macerie. parole e musica rimbombano in un frastuono effettivamente apocalittico, ti rassegni a coglierne lacerti (magari leggendo parole di shakespeare sotto i tuoi piedi) e alla fine anche quelli si sbriciolano – restano le facce.
tutto molto nelle mie corde, ma viene il dubbio che se anche gli spettacoli dei detenuti oggi parlano di alice nel paese delle meraviglie... siamo davvero alla frutta?

recensioni di rappresentazioni precedenti (ci trovate pure i discorsi sensati sul potere e sulla libertà):
krapp's last post
delteatro

 

Emerso da rose verso le 12:06 | visioni | Comments (0) | TrackBack

domenica, 20 febbraio 2011

quanto poco mi è piaciuto il museo del 900 di milano

(e qui autorizzo Liquida a mettere la faccina imbronciata)
Museo del 900 fatta una piccola coda durante la quale abbiamo debitamente acquistato un libro di ricette africane, venerdì pomeriggio io e p. ci siamo addentrati in un museo ancora affollato dall'ingresso gratuito. la collezione l'ho vista volentieri, ci mancherebbe – in particolare, direi, i boccioni – ma la delusione riguardo a spazi e allestimento è stata grande: capisco che il palazzo è lungo e stretto, ma sembra di aggirarsi tutto il tempo in corridoi, sottoscala e disimpegni dai loschi tramezzi imbottiti, dove le opere sono disposte senza grandi idee, a parte alcune nicchie scure che valorizzano meglio certi pezzi. il discorso metastrutturale (conservazione delle colonne, scala pseudo-guggenheim) risulta goffo e angusto. si tira un po' il fiato solo nel grande spazio dedicato a fontana, che da corridoio assurge perlomeno a foyer (peraltro funestato da scale mobili da centro commerciale che meglio starebbero state alla stazione centrale, dove invece, com'è noto, si sono quasi estinte).  bello il panorama sulla piazza e gli scorci di palazzo reale dalle vetrate laterali, ma non proprio una ristrutturazione godibile e/o moderna, secondo me.

Emerso da rose verso le 17:19 | città e altri luoghivisioni | Comments (0) | TrackBack

lunedì, 14 febbraio 2011

il gusto del cloro

il fumetto di bastien vivès l'ho letto stasera e mi ha ricordato l'unico film di michel béna, il cielo di parigi.

Béna

Emerso da rose verso le 23:03 | illustrazioni ephemera o fumettivisioni | Comments (5) | TrackBack

venerdì, 04 febbraio 2011

daniele formica

scomparso due giorni fa, amo ricordarlo come elegantissimo presentatore delle comiche di buster keaton sulla rai; anche la vita in fondo è breve – non due rulli, ma poco più.
non avevo idea che fosse mezzo irlandese, cosa che me lo rende ancor più caro.

la sua notorietà televisiva fu passeggera, ma continuava a recitare e di recente teneva un blog (dalla scrittura evidentemente impari rispetto alla vulcanicità del suo flusso pensiero/parola).
in rete c'è anche c'è la trascrizione di una trasmissione tv in cui incontra degli studenti.

Emerso da rose verso le 11:46 | visionivulnerant omnes | Comments (2) | TrackBack

domenica, 30 gennaio 2011

the face backcover (february 1988)

Withnail ad

(illustrazione di ralph steadman)

Emerso da rose verso le 17:57 | illustrazioni ephemera o fumettivisioni | Comments (2) | TrackBack

venerdì, 28 gennaio 2011

l'avaro del teatro delle albe

all'elfo-puccini non c'ero ancora stata, è uno spazio sobrio, gradevole (appena appena contorto), che sa di nuova ristrutturazione, con un atrio dove mette allegria vedere l'animazione di una multisala a scopo teatrale e non cinematografico (senza i popcorn, per esempio).  la cavernosa galleria di corso buenos aires ne viene solo in parte riscattata – speravo meglio – forse anche per i lavori in corso sul marciapiede.

Casetta-cassetta martedì sera, l'arpagone interpretato da ermanna montanari ha dilettato senza troppi traumi anche una mezza scolaresca di adolescenti.  ma sì, perché dopo un inizio veramente cupo e disturbante – lei torva come una rockstar incazzata in diabolici stivaletti margiela, il continuo rimescolamento della scenografia da parte della servitù, i personaggi giovani dal viso malaticcio e i gesti di meccanica marionetta – la commedia prende il sopravvento.  pur grottesca e amara, ovviamente: la casa ridotta a forziere per il denaro, la famiglia a dinamica economica, un lieto fine che non riscatta la mediocrità dei personaggi.
il testo è proprio quello di molière nella traduzione di garboli ma de-enfatizzato (come ci si può aspettare) dalla continua messa-in-discussione, messa-in-evidenza e mise-en-abîme della messa in scena.
[che poi a volte lo trovo un pochino triste, che non si possa più fare uno spettacolo di prosa innocente, con un allestimento tradizionale, ma è la nostra condanna. e comunque, a vedere l'inizio dello spettacolo con i finti tecnici di scena che tirano i tendaggi, arriva il brivido.]

(altri accenni alle albe: 1, 2, 3, 4.)

Emerso da rose verso le 17:41 | dal vivominiature mindedvisioni | Comments (0) | TrackBack

domenica, 09 gennaio 2011

rocco e la censura

ma accaniamoci ancora sulla conservazione di questo classico del cinema, già che ci siamo.

all'epoca subì tagli di censura (fonte) e non mi è chiaro se a oggi vi siano copie restaurate integrali. quella appena vista a milano, per esempio, dà l'impressione che manchi qualcosa nelle 2 sequenze  scabrose (lo stupro dura pochissimo; la scena nell'appartamento di duilio resta in sospeso).

chissà come saranno le versioni in dvd? (ed. italiana, inglese, tedesca, tedesca 2 dischi)

Emerso da rose verso le 19:56 | visioni | Comments (1) | TrackBack

giovedì, 06 gennaio 2011

rocco massacrato dalla cineteca italiana

non paga della mia ultima esperienza allo spazio oberdan (ma già se ne parlava tempo fa), ecco che in un sussulto di entusiasmo patriottico decido di iniziare l'anno cinematografico andando oggi 5 gennaio, ore 21, a vedere rocco e i suoi fratelli alla rassegna di luchino visconti. comincia. cartello «fondazione cineteca italiana presenta»: sarà la loro pellicola, chissà che bella, stavolta andiamo sul sicuro. e invece no.
la pellicola c'è, ma non sta a fuoco un secondo di fila (parere del nostro proiezionista: probabilmente non viene premuta a sufficienza dal pattino, forse perché troppo sottile). vinta a stento la tentazione di uscire a farci ridare i soldi (e bruciare la tessera del 2011 appena fatta), ce lo becchiamo tutto così: tre ore minuti di proiezione indecente in cui ogni cosa oscilla come in un acquario. nonostante fischi e imprecazioni, lo spettacolo non viene interrotto. all'uscita troviamo sulla cassa deserta un avviso: ci si scusa per la cattiva qualità «inaspettatamente» riscontrata (ma le prove di proiezione non usano più?) e ci si impegna a fare di meglio per lo spettacolo di sabato (come se avessimo intenzione di tornarci).
ecco, siamo ridotti così: la cineteca italiana non riesce a proiettare un capolavoro di visconti.
scommetto che ci sono paesi stranieri che ci riescono (e spero che nessuno, nella sala piena, fosse venuto apposta, che so, dalla svizzera).

(ps il gattopardo è stato tolto dal programma: se ho capito bene, la titanus non ha concesso di proiettarlo.)

Emerso da rose verso le 01:20 | visioni | Comments (6) | TrackBack

mercoledì, 22 dicembre 2010

ozu sotto natale a milano

il regalo che ci ha fatto la cineteca allo spazio oberdan è stato una rassegna in video. perlomeno io, quando mi sono decisa – schiacciata dai sensi di colpa perché mi stavo perdendo ozu – ad andare a vedere tarda primavera, di un film meraviglioso ho trovato una deprimente videoproiezione (ma all'ingresso mi hanno poi detto che la rassegna di quest'anno era tutta così).
ora, se proprio proprio non si trovano copie in pellicola e vogliamo comunque proiettare un film in video in quanto raro (ma di tarda primavera esiste addirittura il dvd italiano), per piacere scriviamo il formato sul programma, se no che cineteca è, scusate.
mah, consoliamoci con gli interni di tarda primavera e un articolo con osservazioni interessanti sugli oggetti solitari in ozu (eng).

Emerso da rose verso le 12:47 | città e altri luoghivisioni | Comments (0) | TrackBack