martedì, 10 giugno 2008
• contro la legge
dell'altrimenti ignoto (a me) flavio calzavara, visto in tv, mi è piaciuto molto: roma nel 1950, mastroianni giovanissimo, bella fulvia mammi con una irresistibile frangetta (non ci sono foto su internet, uff), paolo panelli pieno di capelli, buazzelli una specie di maigret. film uscito anche negli usa.
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mercoledì, 04 giugno 2008
• kindertotenlieder di gisèle vienne
il 25.5 al festival uovo, superstudio più, milano (patito, più che visto, tanto i posti erano orrendi):
recensione
video
qualche altra immagine
sì, vero che a teatro si possono vedere spettacoli più complessi e più interessanti ma questo, per l'uso degli automi e della musica, ha senz'altro un suo perché.
(ma questa immagine? io non ho visto niente del genere quella sera...)
Emerso da rose verso le 09:58 | visioni | Comments (0) | TrackBack
domenica, 18 maggio 2008
• la settimana
iniziata lunedì con il concerto di richard thompson, bello e ortodosso e professionale come ci si poteva aspettare (ma quanto poco folk!), si è conclusa con hey girl! della societas raffaello sanzio a uovo. (l'ha visto anche il new york times, con cui sono abbastanza d'accordo, se non fosse che una unrelenting grimness per me difficilmente è uno shortcoming.)
certo, per quanto il crescendo percettivo dello spettacolo non lasci indifferenti, a un certo punto si accompagna a una rilettura di stereotipi (testo di romeo e giulietta proiettato, donna nera incatenata, tacchi alti) che non mi ha conquistato - mentre mi piace quando la ragazza diventa un po' bionica, alla fine, interagendo con elementi metallici, frastuono, laser.
invece la prima parte, dal risveglio-nascita alla vestizione allo stridente contrasto olfattivo profumo-telo strinato (ma se ne andrà un flacone di chanel n. 5 a ogni spettacolo? o che cos'era?) all'uso del colore rosa, mi ha preso assai.
(e per il resto della settimana? bleah)
Emerso da rose verso le 23:36 | ascolti – visioni | Comments (0) | TrackBack
venerdì, 21 marzo 2008
• ma prima che finisca questo venerdì di luna piena
buon cinquantesimo compleanno, gary oldman.
Emerso da rose verso le 23:23 | visioni | Comments (0) | TrackBack
giovedì, 20 marzo 2008
• link del giorno
photos by henry clarke
(in agent lee's great photographers)
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martedì, 18 marzo 2008
• il futuro non è scritto
vedendo il film su joe strummer (in una delle salette del centrale, per una volta fitta fitta, in un clima da carboneria – ma a milano non poteva uscire in una sala normale? no?), tutto fitto di cose e immagini com'è, si imparano un sacco di cose. inoltre alcuni dei miei attori preferiti dicono cose sensate (meno male, anche perché di john cusack ho appena visto in tv il brutto film the contract – ma qual è il problema? non si trovano parti da mezz'età?)
al momento, trattengo in particolare che:
- il murale del video è a nyc, 132 avenue A – non che sia bellissimo, d'accordo, però c'è.
- nel mio viatico per l'andalusia (composto dalle «canzoni spagnole» caleiane, alcuni episodi di nella terra di don chisciotte di welles e un file degli alhambra tales, tutto sbattuto sull'ipod) mancava inequivocabilmente spanish bombs e la nozione che strummer fosse arrivato a granada sulle tracce dei luoghi di lorca. (le riprese delle interviste con l'alhambra sullo sfondo sono fatte dal sacromonte, o forse un po' anche dalla "piazza degli hippies" in cima all'albaycin.)
Emerso da rose verso le 00:31 | città e altri luoghi – visioni | Comments (0) | TrackBack
martedì, 11 marzo 2008
• the red shoes
di powell e pressburger: immagine tratta dal libro new cinema in britain di roger manvell.
Emerso da rose verso le 23:38 | visioni | Comments (0) | TrackBack
• daniel day-lewis
con there will be blood arriva al terzo capitolo della sua epica americana, dopo l'ultimo dei moicani e gangs of new york. a questo punto i film in costume – contiamo anche camera con vista, l'età dell'innocenza, the crucible che non ho visto – prevalgono tanto nettamente nella sua filmografia rispetto all'asse jim sheridan e alle varie ed eventuali* da relegare a un oscuro passato l'esordio come protagonista in my beautiful laundrette.
furibondo, dolorante, storpio più nell'anima che nel corpo, daniel-daniel estrae l'oro nero dalle viscere della california più fangosa e polverosa che si sia mai vista, gettando con vigore luciferino le basi della nostra ormai stanca modernità a scoppio.
un film desolato e pieno di musica, sempre addosso ai personaggi, una specie di dead man realistico.
(ah, i tempi spensierati di fergus o'connell dentista in patagonia)
* ma the ballad of jack and rose è uscito in italia? pare ci sia anche lì l'inquietante paul dano.
Emerso da rose verso le 16:20 | visioni | Comments (2) | TrackBack
mercoledì, 05 marzo 2008
• sweeney todd
e l'annosa questione della vendetta: i film in cui il protagonista per tutto il tempo persegue una sanguinosa vendetta hanno di solito gli ingredienti per piacermi, eppure difficilmente mi piacciono fino in fondo, perché ho un problema a identificarmi col meccanismo. non sono vendicativa, forse mi manca un meccanismo essenziale. o forse mi trasformerò in lady vendetta solo se adeguatamente provocata?
comunque, sia del corvo – per dire – sia di sweeney todd apprezzo la gotica cupezza e pure mi ci crogiolo, però sono fumettoni dove i personaggi risultano proprio un po' troppo monolitici, alla fine. (park chan-wok è lì anche lui in buona compagnia, però va ben oltre il fumettone.)
lamentela di p: ma quand'è che tim burton smette di fare i cartoni animati e torna a fare i film?
(posso anche essere d'accordo, però prima lasciamogli fare alice!)
Emerso da rose verso le 23:14 | visioni | Comments (4) | TrackBack
domenica, 24 febbraio 2008
• questa settimana ho visto due film con delon
di quelle belle coproduzioni italofrancesi di una volta:
la prima notte di quiete di zurlini
i senza nome (le cercle rouge) di melville
amarezza e disillusione a palate.
(per la serie «1 million ways to die»: si potrebbe compilare così una filmografia)
Emerso da rose verso le 22:54 | visioni | Comments (0) | TrackBack
venerdì, 08 febbraio 2008
• il sacro segno dei mostri
di manfredini non sarebbe proprio lo spettacolo da scegliere per svagarsi (rispetto a una situazione familiare decisamente pesa), vero? eppure ha quel suo modo di strapparti un sorriso nella devastazione, non si sa mai se censurare il riso per rispetto del personaggio o indulgervi sperando in una catarsi.
avevamo degli assurdi posti d'angolo in prima fila (il 5, sera della prima a milano), che si sono rivelati peraltro vicini in modo quasi imbarazzante all'angolo in cui dm interpreta la signora senza gamba – e sulla trama non dico altro.
quote, più o meno:
«oggi sono felice. erano quattordici anni che non mi sentivo così felice. sarà un falso allarme.»
una recensione perplessa (all'inizio dello spettacolo per la verità lo ero anch'io, direi che lo sono rimasta riguardo ad alcuni elementi di rappresentazione "realistica" dei disturbi dei protagonisti).
Emerso da rose verso le 12:43 | visioni | Comments (0) | TrackBack
sabato, 19 gennaio 2008
• mentre gennaio avanza
tra malanni e varie ansie e grane, stranamente ho finito alcuni libri.
primo romanzo dell'anno the road di cormac mccarthy, molto bello ma alla fine ho pianto come una vite tagliata. subito dopo mi è venuto da riprendere in mano il mago di oz (che volevo leggere prima di natale) e dopo tutto i due viaggi di ragazzini che devono trovare una famiglia – con annessa questione se sia meglio la famiglia naturale o quella che ti ritrovi/scegli a prescindere dai legami di sangue – in qualche strano modo si sono completati a vicenda.
quindi ho letto i racconti di truman capote, che sono belli assai, quasi tutti, e inoltre mi hanno fatto tirare fuori the collected dorothy parker – immagino che leggerò tutti i racconti, non ricordandomi più se li ho già letti o no.
pare infatti che mi sta venendo un po' un'ossessione newyorkese (chissà che non si riesca prima o poi a fare quel viaggio). oggi ho visto la prima edizione di new york. l'isola delle colline di maffi (il bel volumetto del saggiatore) e me ne sono impadronita; la settimana scorsa ho guardato pelham 123 con un interesse forse superiore alle reali attrattive del film – che comunque piace, se, scopro oggi, lo rifarà tony scott con denzel washington e john travolta. (ma per quanto io ami denzel washington, mi arriva un'impressione di noia a immaginarmelo in un ruolo di walter matthau.)
Emerso da rose verso le 19:53 | libri e letture – visioni | Comments (2) | TrackBack
domenica, 06 gennaio 2008
• l'epifania
tutte le feste si porta via, ma lasciandosi dietro un bel virus di quelli che fanno venire la febbre, tiè.
prima dell'escalation odierna sono riuscita ad andare alla mostra di lynch alla triennale: d.l. al suo più tetro, a parte l'installazione finale.
assai interessante, visto pure il corto grandmother (il muto second lynch, 1970), in una saletta fatta come un piccolo cinema d'antan.
direi banalmente che bazzicare un lynch tridimensionale inquieta quanto se non più che incontrare quello cinematografico. e poi sarà un po' difficile guardare i classici disegni infantili («io e la mia casa») con occhi innocenti.
ma qualcuno sa che tecnica usa il nostro usa per incrostare quelle tele di materia pseudorganica?
Emerso da rose verso le 18:30 | visioni | Comments (4) | TrackBack
venerdì, 04 gennaio 2008
• il film londinese di cronenberg
alla fine è arrivato (e non è tratto da martin amis). come già si è detto, è uno history of violence 2 – non solo per l'immane presenza di viggo mortensen – dove la violenza è ancora più inevitabile e ambigua (ogni azione «professionale» del protagonista richiede prima qualche orrenda brutalità; la personalità che rimane nascosta per sempre è quella «buona»). e non mancano i rovelli cronenberghiani su indentità incerte e corpi mutanti, né i grandi attori. eppure qualcosa manca: i nessi narrativi sembrano un po' ridotti a una serie di andirivieni in macchina e in moto, la voce fuori campo non mi ha convinto del tutto, e l'epilogo mi ha colto di sorpresa – mi pare che il finale arrivi troppo presto.
insomma sono abbastanza d'accordo con recensioni come reelviews e antagony and ecstasy.
Emerso da rose verso le 22:37 | visioni | Comments (1) | TrackBack
mercoledì, 02 gennaio 2008
• mark lewis
visto al centro andaluz de arte contemporáneo di siviglia, dev'essere la stessa mostra di londra.
poche notizie su di lui, per esempio qua, qua e qua.
il progetto haygate estate.
cose salienti: è canadese; fa brevi film in 35mm (poi riversati in hd per la videoproiezione nei musei), lavora sulla durata e sui movimenti dello sguardo. insegna al central saint martins college of art and design di londra. che i suoi film stiano nelle gallerie d'arte è molto appropriato, è come vedere un quadro che con estremo rigore si anima o impercettibilmente si sposta.
mi sembra un lavoro molto interessante, proprio cinema sperimentale, non equivoca «videoarte» (forma ibrida che spesso è poco interessante, di solito per scarsa attenzione al mezzo e la bruttezza non voluta delle immagini).
Emerso da rose verso le 22:37 | visioni | Comments (0) | TrackBack
venerdì, 14 dicembre 2007
• con i film sugli anni 60
non stiamo un pochino esagerando? (e se lo dico io.)
comunque ringrazio per l'abbondanza di across the universe, puro rapimento visivo, irresistibile anche se in fondo voleva solo dirti che le canzoni dei beatles sono sempre belle ieri e oggi e in qualsiasi condimento, che la gioventù è una gran bella cosa, che i 60s erano un periodo eccitante (più al greenwich village che a liverpool peraltro). ma del resto, perché non lasciarselo dire da julie taymor, lei c'era e ha pure lavorato con bread and puppet.
mixed reviews
intervista con julie taymor
di factory girl si possono solo guardare i vestiti (pare ricostruiti o ritrovati con cura filologica); è imbarazzante quanto la protagonista risulti poco carismatica, a dispetto di ciò che viene ripetuto dall'inizio alla fine del film, la solita banale ricostruzione di ascesa e caduta di un personaggio di culto, superficialissima e stravista. (Say what you will about Andy Warhol's movies — they may have been boring, but at least they weren't as dull as as "Factory Girl")
il mio preferito, pur nella sua voluta bizzarria, forse resta i'm not there. dovrei rivederlo.
(certo è proprio un gemello di across the universe, comprese citazioni di spettacolo circense – bizzarro, che siano stati girati quasi contemporaneamente.)
Emerso da rose verso le 16:00 | visioni | Comments (7) | TrackBack
mercoledì, 28 novembre 2007
• stasera ho fatto confusione
e invece di jekyll ho guardato blackpool, così ho scoperto la faccenda delle canzoni.
quando diventa proprio un musical con tanto di ballo, non mi piace tanto; bello però il sogno di white wedding e soprattutto brilliant mistake.
Emerso da rose verso le 22:43 | ascolti – visioni | Comments (0) | TrackBack
sabato, 24 novembre 2007
• scoprire cose vecchie
a volte dà più soddisfazione che scoprire cose nuove, prima o poi rifletterò sul perché.
questa settimana:
- il mitico serial johnny staccato con cassavetes ventinovenne più potabile che mai, jazz di lusso (shelley manne alla batteria), veri esterni newyorkesi del 1960, bianco e nero.
arriva su studio universal e al festival di torino (link perché ci sono diverse immagini e descrizione di 5 episodi).
in america c'è il cofanetto di dvd
esiste un paperback d'epoca presumibilmente tratto dalla serie
commenti:
daily news
senses of cinema
- il disco cosiddetto acustico registrato dai cure come bonus al greatest hits del 2001: bello, risentire le canzoni più famose in una esecuzione omogenea ed essenziale (di alcune ho capito le parole solo adesso). mi sembrano cantate molto bene; ci sono arrivata sentendo per caso alla radio la commovente versione di friday i'm in love. forse è la tipica operazione fans only, comunque una buona cosa.
l'ha fatto qualcun altro, un album registrato ex novo (non live) suonando una propria antologia? sembra un'idea così semplice e interessante, ma non mi sovvengono altri esempi.
Emerso da rose verso le 13:02 | ascolti – visioni | Comments (1) | TrackBack
domenica, 18 novembre 2007
• è uscito tideland
vuoi che è un film di terry gilliam, vuoi che c'entra alice nel paese delle meraviglie, andava visto, e si è visto volentieri, nonostante la defezione di jeff bridges dopo un quarto d'ora. mi proponi jeff bridges rocker e tossico e me lo togli dopo un quarto d'ora? a me secca. dopo, il film mi è sembrato un po' senz'anima.
(nb: quanto ad american gothic non aggiunge molto a riflessi sulla pelle; quanto a tassidermia, bambole e case cadenti preferisco sempre l'alice di švankmajer. libro di mitch cullins pubblicato in italia da fazi, magari è bello?)
Emerso da rose verso le 22:18 | visioni | Comments (2) | TrackBack
domenica, 28 ottobre 2007
• la mostra di munari
è un'ottima scusa per andare alla rotonda della besana, se ne servisse una.
si possono vedere le sculture da viaggio, le macchine inutili, gli orologi, un sacco di cose, un po' tutte quelle di codice ovvio e qualcuna in più (le stoffe, le pubblicità).
epifania di memorie infantili quando ho visto esposto cappuccetto verde.
ansia di possesso: sono tornata a casa i tomi più esaurienti che c'erano, ovvero la summa del lavoro editoriale di m. munari i libri e la raccolta di rodari con disegni di m. i cinque libri (ovviamente non l'edizione dei millenni, quella tascabile).
e questi dadi sferici, che non credo c'entrino con m. ma sono bellissimi. non era in vendita la scimmia zizi, che pure, a giudicare da un pacchetto esposto, è stata prodotta di nuovo quest'anno.
Emerso da rose verso le 00:13 | visioni | Comments (4) | TrackBack
mercoledì, 26 settembre 2007
• la bisnonna di tilda swinton
Emerso da rose verso le 14:26 | visioni | Comments (3) | TrackBack
martedì, 18 settembre 2007
• visti pochi film della panoramica di venezia
fiction
pensaci di gianni zanasi (commedia, romagna)
sügisball di vejko ounpuu (drammatico, estonia)
documentari
staub di hartmut bitomsky *
il passaggio della linea di pietro marcello
su due argomenti a cui sono sensibile, rispettivamente la polvere e i treni.
e oltre ogni genere
i'm not there di todd haynes
che dopo aver divertito facendo il mockumentary diventa nel modo più visionario possibile
un film sulla musica usa dal blues al rock d'autore
un film sul novecento usa dalla depressione al vietnam
un film sullo spettacolo usa dai carnival a hollywood
(uhm, e bob dylan? così grande che non ha bisogno di esserci perché il film parli di lui.)
bigino per seguire la trama
testo dell'outtake che dà il titolo al film
pregustando il disco della colonna sonora
* (segnalo ber berlinofili: le riprese della demolizione all'interno del palast der republik e l'omino che spolvera l'installazione di vedova alla berliinische galerie)
Emerso da rose verso le 15:21 | visioni | Comments (0) | TrackBack
lunedì, 10 settembre 2007
• kertész, new york, ali
girls in fairy costumes
angel and stoplight
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domenica, 15 luglio 2007
• acusticamente la settimana scorsa
lunedì, breakfast on pluto di neil jordan con un audio talmente cavernoso che a stento si capivano i dialoghi.
sabato, lupin III il castello di cagliostro con l'audio a un volume tale da uscire tutti (i dieci presenti nella grande sala) piuttosto sordi.
mercoledì, berlin di lou reed, con l'acustica del teatro degli arcimboldi a permettere di apprezzare tutti i dettagli dell'enorme organico presente sul palco, eppure si rischia di emozionarsi meno che ad andare al cinema (se è questo che si cerca): per me personalmente è proprio un po' troppo, il professionismo sovrasta le canzoni, pur bellissime. punto massimo: caroline says II.
da un articolo apprendo che:
- rispetto alla versione eseguita a brooklyn non c'è antony
- reed lo chiama «un film per le orecchie»
- wharol voleva farne un musical
e mi quadra tutto perfettamente.
(sui video di schnabel non dico nulla perché avevo un posto d'angolo da cui non vedevo alcunché, a parte l'ossessivo riapparire di emmanuelle seigner.)
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giovedì, 28 giugno 2007
• lucien hervé
è morto ieri a 97 anni.
profilo in italiano
foto:
torre eiffel
ray hugues gallery
keitelman gallery
cook fine art
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mercoledì, 20 giugno 2007
• altri film visti la settimana scorsa
in ordine decrescente di gradimento.
persepolis di m. satrapi ***
smiley face di g. araki, le scaphandre et le papillon di j. schnabel **
auf der anderen seite di f. akin, la question humaine di n. klotz, le voyage du ballon rouge di hou hsiao hsien *
l'age des ténèbres di d. arcand (mon dieu!)
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martedì, 19 giugno 2007
• e non è finita
con i film di inizio anni 90, perché l'altra sera una persona che conosco appena ha fatto la fatidica domanda: che fine ha fatto hartley? la risposta è sempre la stessa: esiste, ma da noi non arriva.
andando sul suo sito, però, si trova una brutta sorpresa: adrienne shelly, protagonista di trust, è morta, uccisa alla fine dell'anno scorso.
non ho altro da dedicarle che un'altra delle mie vecchie pagine pedanti (Hartley.pdf, 37.5K).
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• paranoid park
sono talmente contenta che gus van sant abbia infilato tre film di seguito così belli, personali e dolorosamente sensibili, che nonostante l'argomento deprimente non sto più nella pelle.
adesso un filo miracoloso sembra tendersi fra le giovinezze dei suoi primi tre film e gli ultimi tre, che hanno nello sguardo altrettanta curiosità ma meno stravaganza, più disillusione.
la visione di paranoid park è cascata a fagiolo alla fine di una selezione milanese di cannes non proprio esaltante (a meno che io non abbia sbagliato tutti gli orari) e purtroppo anche mentre finivo di riesumare le pedanti cose di cinema che scrivevo da giovane (più per dimostrare che aver tenuto dei file in FW4 ha un senso che non perché valga la pena rileggerle, vabbè).
dunque, ecco qua: un paio di cose su van sant, early days (pdf, 36.4K)
Emerso da rose verso le 23:04 | visioni | Comments (0) | TrackBack
sabato, 16 giugno 2007
• non basta tanto bianco e nero
in un meraviglioso formato (almeno 1:1,85) a fare un bel film. però control di anton corbijn va visto perché, superato il fatto che non è un rock movie – fin qui tutto bene, non è elettrizzante, ma si evita un bel po' di retorica – e che è tratto dal libro della moglie, e da lei coprodotto – qui invece si scivola in una specie di scene da un matrimonio di scarsissimo interesse – resta l'impressione che un film così sazi un inesausto bisogno di immagini di allora, di tutte le immagini che non abbiamo dei joy division. corbijn riporta nella sua fiction l'inghilterra e gli interni anni 70 dei reportage di martin parr. trova un attore sulla cui faccia si può fare un film anche senza raccontare praticamente nulla, se ne infischia di motivazioni artistiche, dinamiche di gruppo musicale, contesto culturale, persino delle visioni interiori del suo personaggio che qualsiasi regista con più fantasia avrebbe cercato di indagare. non so che ne abbiano pensato i gotici spaventati guerrieri che vedevo entrare al secondo spettacolo (film di cannes a milano). di musica ce n'è il minimo indispensabile, di leggenda forse anche meno. ci sono delle immagini, che nel loro essere così volutamente costruite a tanti anni di distanza risultano inopinatamente autentiche.
Emerso da rose verso le 15:57 | visioni | Comments (2) | TrackBack
domenica, 27 maggio 2007
• capita
ieri mattina una bancarella del mercato ha restituito per un euro lolita sceneggiatura di nabokov, edizione con apparati extra fatta per il piccolo teatro in occasione dello spettacolo di ronconi del 2001 (non visto).
stasera in televisione proprio il film di kubrick (notoriamente diverso dalla sceneggiatura scritta da nabokov, ne mantiene però letteralmente alcuni dialoghi).
Emerso da rose verso le 23:35 | libri e letture – visioni | Comments (0) | TrackBack
domenica, 20 maggio 2007
• al luna pac
alla scoperta di luigi serafini: la pittura non mi piace tanto quanto, nella stessa vena, mark ryden, però le installazioni e sculture sono bellissime: gli hirundomani con le converse nere, la donna carota, i practical puns: conigli e cubigli, i bovindi. vedere per credere. (noi ci siamo entrati come pinocchio nel paese dei balocchi, un pomeriggio uscendo dal parco, un po' per caso.)
join the seraphinians.
serafini e i blog.
Emerso da rose verso le 23:58 | visioni | Comments (0) | TrackBack
lunedì, 16 aprile 2007
• ci sono solo le mezze stagioni
sarà anche colpa mia, che mi lamentavo del contrario, se abbiamo avuto questa bizzarra lunghissima primavera in cui portare soprabiti mai messi prima, camicette invece di maglioni, giacche leggere?
adesso però è addirittura estate, e invece di star qui al computer vengo assalita da mal di testa da sbalzo di temperatura (in questo caso guardo molta tv, per esempio mi capita di vedere una sera christiane f. e la sera dopo life on mars, coincidenza utilissima per meditare sulla natura della musica di david bowie come colonna sonora), oppure benevolmente deportata fuori.
ieri addirittura in trasferta in località amene, altrettanto benevolmente costretta a confrontarmi con altri esseri umani, ho scoperto che il film le vite degli altri non è piaciuto a g. e m.
ma perché? mi pare di aver capito: perché è un film troppo risolto, che affronta il suo argomento come un tema già acquisito, metabolizzato. perché nella berlino della ddr c'era sempre brutto tempo e dopo il crollo del muro splende il sole. perché il riscatto di tutta la storia attraverso la letteratura è una soluzione borghese e convenzionale. ma in sostanza: perché la messa in scena che io ho percepito, sì, come abbastanza commovente e accattivante da vincere un oscar, ma anche abbastanza pudica e ben fatta da convincermi, a loro è sembrata retorica e convenzionale. (non però a un'altra amica, spettatrice ben poco indulgente, e neanche al mio compagno di visioni e a garnant, che tra l'altro sanno di cose tedesche ben più di me).
ci sarebbe di che fare un'analisi del film per capire quali sono davvero gli elementi linguistici che possono portare il giudizio in una direzione e non in un'altra (e forse anche a non perdonare, in una sceneggiatura, una metamorfosi troppo radicale di un personaggio).
Emerso da rose verso le 20:50 | visioni | Comments (8) | TrackBack
mercoledì, 04 aprile 2007
• alla mostra di jl sieff
(galleria sozzani) c'è un ritratto di nico, visibile anche in questa pagina di foto di nico fashion model, pre 1965 (ci sono anche alcune copertine di riviste italiane degli anni 50).
Emerso da rose verso le 21:21 | visioni | Comments (1) | TrackBack
sabato, 10 marzo 2007
• onirico
il cinema di fiction lo è per sua natura. bizzarro però aver visto nel giro di pochi giorni the art of sleep, che tematizza il sogno in una commedia, e inland empire, ancora un lynch capace di scaraventarti a capofitto negli incubi di qualcun altro, e anche questa volta con una donna protagonista di odissee (conoscitive) che di solito cinematograficamente sono maschili.
(io intanto mi sveglio la mattina sognando che provo a lavorare a maglia e non sono più capace, o che mangio un dolce buonissimo di cui so la ricetta e poi nel sogno mi sveglio e la dimentico, e solo scrivendolo in questo momento mi rendo conto che deve averci a che fare il libro di cui sotto.)
Emerso da rose verso le 20:39 | visioni | Comments (2) | TrackBack
venerdì, 09 febbraio 2007
• kaurismäki
visto la settimana scorsa le luci della sera e rivisto oggi juha, che mi ricordavo molto poco - in entrambi ci si strugge sentendo le temps des cerises (come in porco rosso).
Emerso da rose verso le 23:35 | ascolti – visioni | Comments (0) | TrackBack
martedì, 06 febbraio 2007
• quando si va a vedere le mostre
al pac di milano, una delle cose belle (oltre la mostra) è la lunga vetrata del pianterreno che dà sui giardini di villa belgiojoso. ora, per la personale di grazia toderi, a sorpresa si trovano dei bellissimi vetri neri che filtrano il paesaggio come una specie di eclisse. e al piano di sopra c'è nata nel '63, con la bimba-bambola che cerca la sua orbita ispirata dell'allunaggio del '69.
(le videoinstallazioni sono belle, ma sarà voluto che quelle grandi siano così sgranate? di nuovo la mia crociata anti-dvd nei luoghi pubblici.)
Emerso da rose verso le 22:17 | visioni | Comments (2) | TrackBack
sabato, 03 febbraio 2007
• casino royale
la sequenza dei titoli è di daniel kleinman che dice di essersi ispirato alla copertina originale del romanzo, disegnata dallo stesso fleming.
Emerso da rose verso le 16:56 | illustrazioni, ephemera, fumetti – visioni | Comments (2) | TrackBack
domenica, 28 gennaio 2007
• la mostra di buzzati
alla rotonda della besana pensavo finisse oggi, invece è prorogata fino all'11 febbraio. ci sono andata ieri, spinta da un affetto di vecchia data (probabilmente, anzi, ereditato da mio padre).
ci si trova dentro un mondo visivo veramente pop nell'uso di forme come l'illustrazione, la vignetta, il fumetto, l'ex voto, ma con la peculiarità che l'uomo era in realtà un surrealista nato nel 1906. il suo distacco e/o senso dell'umorismo si addice a entrambi i casi.
qualche tavola di poema a fumetti (il libro dovrebbe essere negli oscar ma, al contrario dei libri «veri» di buzzati, non risulta disponibile).
rintracciati almeno 3 usi dello spaccato architettonico di cui si parlava a proposito di perec.
Emerso da rose verso le 20:24 | illustrazioni, ephemera, fumetti – visioni | Comments (13) | TrackBack
• un corto di lynch
l'altra sera volevo andare allo spazio oberdan a vedere i corti di lynch, ma avevo di nuovo qualche linea di febbre e il dubbio che, come per la personale di norman mclaren, mi appioppassero una proiezione in dvd... care cineteche, non fate così. ché sto invecchiando e a casa ho la connessione veloce.
Emerso da rose verso le 17:08 | alfabeti e abbecedari – visioni | Comments (3) | TrackBack
lunedì, 22 gennaio 2007
• ossigeno
di ivan vyrypaev (sito russo per chi può): visto all'elfo ieri, messo in scena da teatrino clandestino.
musica elettronica, esibizione di dischi in vinile (suonati veramente o no?), quantità superstite di russia nel testo: sufficiente; divertente e spietato e dolente quanto basta.
versione in inglese e nota del traduttore sulla rivista theater della duke university.
Emerso da rose verso le 23:44 | visioni | Comments (2) | TrackBack
lunedì, 15 gennaio 2007
• due film in costume
evasione, evasione, evasione...
visto alla fine della stessa settimana baciata da un passaggio televisivo di ipcress, the prestige mi ha deliziato dal primo sguardo di michael caine. poi ci sono andata non sapendo (o avendo opportunamente dimenticato) che c'era bowie. bowie nei panni di tesla che duplica nerissimi cilindri e gatti è già culto, indipendentemente da ciò che si possa pensare di questo filmone a tinte forti sul doppio del doppio del doppio, da cui sono stata disponibilissima a lasciarmi conquistare e frastornare fino alla pazzesca invenzione finale. queste storie di acerrime, sovrumane rivalità sono sempre disturbanti, anche se hugh jackman non ha proprio questa grande intensità, no? o sarà il personaggio? ;)
momenti grandguignoleschi, servi di scena ciechi, il 1900 che porta la scienza alle masse, il cinema come grande illusione e chi più ne ha più ne metta – certi film sembrano giovarsi di un tale accumulo, qui forse controbilanciato dal fatto di dover lavorare un pochino per seguire la trama letteraria e conquistarsi una visione stupefacente e soddisfacente (anche se, come giustamente dice garnant, non commovente - ma in me qualche corda l'ha toccata, forse mi bastano un certo numero di annegamenti e di sorprese che mi fanno tornare bambina... sì, come spettatore ho collaborato, nonostante il meccanismo fosse così manifesto).
ma chi sa qualcosa di christopher priest? pare che in italiano sia apparso solo un libro da fanucci.
quanto a marie antoinette, be' c'è decisamente troppa pasticceria, ma per il resto mi è piaciuto. il sottinteso storico è talmente lampante che non solo non se ne parla ma ostentatamente lo si ignora se non per gli indispensabili accenni, e così lo si sfrutta al massimo, cosa assai furba, con la mera complicità degli umori inquieti della colonna sonora postpunk. sofia coppola ha una sua grazia che apprezzo sempre, magari la potrebbe usare per qualcosa di un po' più sostanzioso? comunque, scendere le scale dopo sposati al suono di plainsong dei cure è una grande idea.
Emerso da rose verso le 00:14 | visioni | Comments (28) | TrackBack
venerdì, 24 novembre 2006
• visti nello stesso giorno
the killers di siodmak
il video di tim burton per i killers, bones (youtube).
Emerso da rose verso le 17:08 | visioni | Comments (0) | TrackBack
• andres serrano al pac di milano
i titoli di serrano sembrano canzoni rock. black mary in realtà non c'era, ma non ho trovato una buona riproduzione intera di black supper. parecchie immagini della mostra qui.
c'è gente che porta i bambini (quanto siano piccoli non mi pare rilevante) a vedere la mostra di serrano con le immagini inedite di morgue. mah.
(visto domenica scorsa, molto adatto dopo la fin troppo confortevole mattina passata a sentire steve swallow alla rassegna del manzoni. lì, ecco un fenomeno milanese: se il concerto comincia a prolungarsi dopo mezzogiorno, molta gente si alza e se ne va.)
Emerso da rose verso le 16:43 | visioni | Comments (5) | TrackBack
sabato, 18 novembre 2006
• paolo ventura
giovedì: prima gita (serale) al nuovo centro per la fotografia di milano, forma, per la mostra di paolo ventura (forse meglio vedere le immagini, con le didascalie, sul sito della galleria hasted hunt, dove c'è anche un articolo interessante).
forse la cosa più peculiare di questi inquietanti quadri del tempo di guerra ricostruiti con le bambole è l'apparentare le memorie belliche ai ricordi d'infanzia: il fotografo appartiene alla generazione di chi l'ha guerra l'ha sentita raccontare, da piccolo, dai genitori o dai nonni. questa neve fatta di farina è quella di tanti libri, film, aneddoti che anch'io ho in mente (ma non diminuisce la drammaticità di ciò a cui si allude).
forma è un posto civile, raccolto, sobrio in una piazza con dei bellissimi platani. ha una terrazza da cui si può guardare dentro il deposito dei tram di via custodi, e sull'angolo opposto della via c'è un bar con il bersò. fino a domani ospita anche la mostra di martin parr vista l'anno scorso.
lettura parallela, casualmente appropriata: suite française di irène némirovsky.
Emerso da rose verso le 22:43 | visioni | Comments (4) | TrackBack
lunedì, 30 ottobre 2006
• the departed e i dropkick murphys
Emerso da rose verso le 14:12 | ascolti – visioni | Comments (0) | TrackBack
• blogging in the morning
beata davanto al computer nuovo, ascoltando questo meraviglioso concerto di robyn hitchcock, festeggio – complici un paio di giorni di ferie – tre anni dall'inizio di questi appunti digitali. che c'è da festeggiare? il bello della rete, ovvero la possibilità di scambiarsi idee, senso, anche su scala micro (sia come argomenti sia come numeri) qual è questa. al riparo dal rumore del mondo della «comunicazione» maggiore e al netto di starsystem vari, ma con l'opportunità di conoscere menti affini e tenere d'occhio quel che succede.
ieri e l'altroieri, invece, una rara occasione di sentire cose intelligenti da persone in carne e ossa: i giorni sul teatro di ricerca e il suo rapporto col cinema organizzati dalla rivista brancaleone a milano, allo spazio oberdan. c'erano gli amati motus, fanny & alexander, teatrino clandestino in rappresentanza delle compagnie italiane più interessanti e coinvolte in un rapporto con il cinema che va dall'uso di elementi del linguaggio cinematografico nei loro spettacoli alla produzione di video, ai progetti di cinema veri e propri (per ora molto embrionali, a causa di un rapporto impossibile con le strutture produttive italiane - un inizio è la costituzione dell'associazione LUS).
in italia sembra essere questo teatro a rilevare una modernissima e necessaria funzione di sintesi artistica tra diverse modalità espressive. se in passato è stato proprio il cinema ad appropriarsi di peculiarità di arti visive, musica, teatro, letteratura utilizzandole in modo fecondo, ora spesso è qui la punta avanzata di questo tipo di elaborazione culturale, che io trovo vitale e importantissima, se nasce da un'esigenza autentica (ebbene sì, in fondo sono sempre rimasta convinta dell'utilità del concetto postmoderno nell'arte, anche dopo la sua decadenza causa abuso di citazionismo).
da quel che ho sentito ieri, devo dire che l'agire in gruppi molto compatti e per lo più con i modi dell'autoproduzione sembra agevolare un lavoro molto serio, un ritmo del pensiero che forse quando ci si trova, per esempio, nel vortice di una produzione cinematografica si fa fatica a seguire – e ieri non si è mancato di accennare ai temi strutturali economici e politici che c'entrano sempre quando si parla dello stato dell'arte.
ma soprattutto c'è stata l'occasione di impicciarsi un po' del farsi di certi spettacoli che poi ti arrivano con tale capacità di sintesi poetica e impatto live da concerto rock da essere di ardua decifrazione e descrizione a parole (come peraltro è giusto che sia, se l'arte viene dall'inconscio e gli parla – trovo sempre utile ricordare in proposito la già citata frase di mamet, che pure non è proprio un avanguardista sfrenato).
motus di nuovo a milano venerdì, sabato e domenica prossimi al teatro i (linko anche se al momento il sito non si apre) con una performance su all strange away di beckett.
Emerso da rose verso le 14:06 | ascolti – visioni – vulnerant omnes | Comments (4) | TrackBack
lunedì, 23 ottobre 2006
• dopo aver visto nuovomondo
scoperto di avere a casa su un disco di nina simone le meravigliose sinnerman e feeling good.
tornata a cercare sul sito dei registri di ellis island il mio buffo cognome.
grazie a questo e al luogo di provenienza, sono piuttosto sicura che la famiglia arrivata là nel 1898 (e un paio di altre persone nel 1894 e 1918) era mia consanguinea, e fa un effetto ben strano, soprattutto perché nessuno ne sa nulla. (a differenza dei b. partiti più tardi per l'argentina, con le cui generazioni successive si sono rinnovati i contatti qualche anno fa.)
Emerso da rose verso le 16:59 | visioni | Comments (4) | TrackBack
lunedì, 02 ottobre 2006
• ossa, parole (appunti prima di stirare)
vista la sua popolarità (e la mia ignoranza), mi ha stupito non trovare nulla di decorativo nei quadri di basquiat.
invece: struttura, visione a raggi x, mappature semantiche, anatomia, anatomia della città.
la citazione di testi - tecnici, commerciali - non è esattamente pop.
il colore forse sì.
il tratto apparentemente infantile si può ottenere solo via regressione autentica (grazie spider).
every line means something (j.-m. b.)
Emerso da rose verso le 22:50 | visioni | Comments (4) | TrackBack
domenica, 24 settembre 2006
• ada
contrariamente a quanto pensavo, ho dovuto mettere insieme qualche idea sull'ada di fanny & alexander, e mi si è accumulato qualche link nabokoviano:
sinossi del romanzo e link utili su wikipedia;
il sito zembla dell'università della pennsylvania;
il museo nabokov a san pietroburgo;
un libro che visualizza i colori sinestetici delle lettere dell'alfabeto secondo nabokov;
un articolo sui colori in ada sulla rivista online ardis (ex monthly?) di fanny & alexander;
breve intervista agli zapruder, responsabili delle immagini negli spettacoli di f & a.
Emerso da rose verso le 18:14 | libri e letture – visioni | Comments (0) | TrackBack
sabato, 16 settembre 2006
• settimana di cinema veneziano
confortevole. per motivi più che altro logistici si è svolta senza illuminazioni e senza rischi, coccolando cose conosciute:
sottili schermaglie parigine nei film degli anziani (de oliveira e resnais),
cinema di genere orientale - exiled di johnnie to, city of violence di ryoo seung-wan, retribution di kurosawa kiyoshi.
un apprezzamento al programma milanese che permetteva di vedere di seguito: il film di montaggio su pasolini e salò di g. bertolucci (pasolini prossimo nostro, con la consueta straziante intensità di lucidità e intelligenza nella lunga intervista del 75) e il diavolo veste prada.
Emerso da rose verso le 16:29 | visioni | Comments (0) | TrackBack
domenica, 10 settembre 2006
• film del fine settimana
schopenhauer di davide maderna,
neil young: heart of gold di jonathan demme,
half nelson di ryan fleck,
belle toujours di de oliveira,
l'étoile du soldat di cristophe de ponfilly.
Emerso da rose verso le 23:24 | visioni | Comments (4) | TrackBack
martedì, 22 agosto 2006
• swoon
leggendo un vecchio numero di swindle mi sono appassionata alle xilografie e cutout a destinazione stradale di swoon.
altre immagini su flickr, obvious diversion, lex's folly, visualresistance.org. eccetera.
street art blog del wooster collective.
Emerso da rose verso le 22:57 | città e altri luoghi – visioni | Comments (0) | TrackBack
mercoledì, 26 luglio 2006
• the frighteners
(sospesi nel tempo) di peter jackson l'ho visto proprio volentieri, non solo per peter jackson che era ancora «quello di creature del cielo», ma per michael j. fox che dieci anni dopo ritorno al futuro riesce almeno a tornare al presente (per poi sparire dal grande schermo, ma allora non si sapeva), e alla fine della storia di amanti assassini, agenti FBI squilibrati e ospedali abbandonati c'è uno di quei pezzi mainstream a cui ogni tanto mi devo abbarbicare come l'edera, don't fear the reaper dei blue oyster cult in versione neozelandese, dei mutton bird.
Emerso da rose verso le 15:40 | visioni | Comments (0) | TrackBack
domenica, 16 luglio 2006
• brian eno
giovedì scorso alla milanesiana ha parlato di quando voleva essere pittore, e soprattutto di arte generativa («generative art refers to any art practice where the artist uses a system, such as a set of natural language rules, a computer program, a machine, or other procedural invention, which is set into motion with some degree of autonomy contributing to or resulting in a completed work of art», secondo philip galanter), dicendo alcune delle cose che dice qui, è stato spiritoso e insomma adorabile.
ho poi scoperto che a milano abbiamo da anni un convegno sull'arte generativa, e il giorno dopo sono coscienziosamente andata alla triennale a vedere un po' dei 77 million paintings di eno. eno ha il potere di farti pensare che il mondo sia pieno di intelligenza e di bellezza, e che tutto ciò sia semplice nella sua complessità. brian eno, in generale, ha il potere di farti star bene, qualsiasi cosa lui faccia, e di stupirti senza egocentrismo. non dimentichiamo che tra le carte delle strategie oblique una dice «pensa alla radio», almeno nel mazzo tradotto in italiano da gammalibri. non dimentichiamo che vedere l'installazione place # 16 alla chiesa (sconsacrata) di san carpoforo, l'11 ottobre 86 quando non c'erano ancora i blog e neanche internet e se è per questo non avrei avuto un pc per altri 2 anni, mi rimase davvero molto impresso. e soprattutto che il capolavoro di brian eno sono i dischi in cui ha fatto il produttore, e magari anche la peculiarità di aver inventato un tipo di musica insensata da riprodurre su vinile ma perfetta per i cd e la musica digitale, allora inesistenti.
alla luce di tutto questo, gli si può pure perdonare di fare tanta pubblicità alla apple in un momento in cui l'azienda non è esattamente inattaccabile, e financo di essere amico di michel faber, che peraltro ha riscattato la sua lagnosa presenza in quel consesso dedicando la serata a syd barrett. è poi stato cancellato da un intervento fiume di stefano bartezzaghi, e devo dire che mi sarebbe piaciuto non dover linkare lessico e nuvole ma un suo sito personale dove possibilmente ritrovare il suddetto intervento e confrontare l'esperienza di lettura con quella veramente inquietante di sentirglielo leggere.
qui poi bisognerebbe parlare di rebus corporei e di fanny e alexander, se ce la fa d., che c'era, può lasciare un commento...
Emerso da rose verso le 22:45 | ascolti – visioni | Comments (6) | TrackBack



