sabato, 07 novembre 2009

polacchi a londra

quelli sulla mia strada non erano i famigerati idraulici ma i 2 artisti (all'interno di una più ampia rassegna di cultura polacca) che quest'autunno hanno trasformato in antri tetri e bui un paio di noti spazi dedicati alle installazioni.

bunker di robert kusmirowski al barbican: labirintica e illusionistica ricostruzione di una specie di rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale, in bilico fra suggestioni realistiche e set cinematografico, con oggetti originali dell'epoca e pareti che sembrano pannelli arrugginiti ma sono di compensato. claustrofobico ma anche curioso, dà il piacere della finzione.
(per mettere anche qui un link agli avengers: v. the hour that never was. sì, è così, agente speciale c'entra con qualsiasi cosa.)

miroslaw balka alla tate modern: arrivi nella sala delle turbine chiedendoti che ci sta a fare quell'enorme container in mezzo, ma quando capisci di doverci entrare dentro (è questo il gioco: non solo puoi, devi...) improvvisamente quella di balka sembra una gran bella idea. cammini sul grande scivolo in direzione del buio; quando arrivi dentro la vista non si è ancora accomodata, procedi a tentoni.  solo quando arrivi in fondo o a una parete, dopo aver trovato a tentoni un punto di riferimento, ti giri e, sempre smarrito per la differenza di dimensioni fra te e il container, vedi le silhouette di quelli che entrano dopo di te. anche qui suggestioni belliche e paranoie da persecuzione nazista a iosa.

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Emerso da rose verso le 17:36 | città e altri luoghivisioni | Comments (0) | TrackBack

lunedì, 05 ottobre 2009

drag me to hell

p. fa apposta a portarmi a vedere gli horror al multiplex del centro commerciale, così i post si intitolano da soli.
quanto all'ultimo film di raimi, cosa possiamo trovarci di interessante... (bisogna pensarci un po', eh)
per esempio che lo stereotipo della zingara strega, forse, in america è così astratto e slegato da qualsiasi attualità da non essere così politicamente scorretto come pare a noi.
che la scena alla stazione per un attimo ha qualcosa di un po' hitchcockiano, e forse lo è anche l'idea che uno può farsi della california in questo film.
che dopo coraline abbiamo di nuovo il male racchiuso nei bottoni.
per la cronaca, le ultime volte che sono andata al multiplex del centro commerciale era tutto aperto fino a tardi, grande folla e chiasso (quello sì) pauroso.

Emerso da rose verso le 15:27 | visioni | Comments (0) | TrackBack

sabato, 26 settembre 2009

cosmonauta

Laika

visto  il film di susanna nicchiarelli sulla gioventù italiana affascinata dalla russia della corsa allo spazio, con le canzoni d'epoca rifatte da max casacci/gatto ciliegia. regista in sala al cinema ariosto, molto simpatica.
mi interessava il proposito di fare un film sugli anni 60 senza troppa nostalgia - anche se forse ne è rimasta un po': se non del periodo, almeno di una certa ingenuità. è uno di quei film sull'adolescenza (femminile) con una loro grazia particolare, tipo caterina va in città di virzì o stella di sylvie verheyde.

sarebbe carino se oltre al trailer ci fosse su youtube (ma non c'è) almeno un assaggio del corto di animazione proiettato «di contorno», che è sugli animali dello sputnik 5.

Emerso da rose verso le 13:07 | visioni | Comments (3) | TrackBack

giovedì, 24 settembre 2009

inventarietto della panoramica 2009

visto assai poco, come ormai da molti anni a questa parte.

soul kitchen di fatih akin: dove ritroviamo l'amico birolo e senz'altro si ride, ma senza che il film lasci tracce durature purtroppo (però si vede un pochino amburgo)

lebanon di samuel maoz: vincitore del leone d'oro a venezia, interessante ma secondo me discutibile: l'idea di far vedere la guerra dell'82 dall'interno di un carro armato per tutto il film, con le percezioni del suo equipaggio spaventato di soldatini di leva, dall'iniziale crudezza si riduce a un iperrealismo da videogioco, molto astratto.

honeymoons di goran paskaljevic: niente male. c'è meno la sua vena surreale e più vita quotidiana, in questo caso albanese.

life during wartime di todd solondz: questo sì, mi è proprio piaciuto. è imbarazzante ma non mi ricordo se ho visto o no il precedente happiness (in teoria, dovrei).  sono stata resa edotta che i due film cominciano con un'inquadratura quasi identica.

Emerso da rose verso le 23:44 | visioni | Comments (0) | TrackBack

domenica, 13 settembre 2009

e per il resto della serata

AgathaChristie-Poirotsprofondo in una delle mie fasi regressive: non è colpa mia se su hallmark trasmettono a ripetizione i poirot della granada, con quella meravigliosa ambientazione déco fin nei minimi particolari...

poirot's apartment building (florin court, londra)

Emerso da rose verso le 22:22 | visioni | Comments (0) | TrackBack

domenica, 06 settembre 2009

camera work

altra mostra fotografica (in una milano stranamente invasa dai più vari sport a cielo aperto): dalla collezione alinari tutti i fascicoli della rivista camera work, sottovetro, aperti ognuno a una certa pagina, in modo da avere una panoramica dei fotografi pubblicati.

passando dalla visione delle photogravure al catalogo e allo slideshow che conclude la mostra, viene un po' di tristezza per la routine della riproduzione onnipresente e generalizzata di tutto, a cui ci si abitua lasciando i particolari e la qualità a un destino ignoto.

sul pittorialismo in sé in realtà sono rimasta un po' perplessa: forse emerge più la volontà di dare dignità d'arte alla fotografia imitando l'impressionismo che non un'idea di fotografia moderna e «specifica», che oggi si tende a collocare nella selezione del soggetto, in scelte di luce più originali ecc.

comunque in mostra c'è questa foto di steichen del flatiron building di new york (per appassionati: qui altre foto d'epoca del flatiron).

Emerso da rose verso le 17:35 | visioni | Comments (0) | TrackBack

lunedì, 31 agosto 2009

in giappone il pd vince le elezioni

oddio, non parlerò mica di politica?  infatti no, mi chiedevo solo se il loro pd sia meglio del nostro e se riuscirò a vedere qualche film della rassegna invisible japan.

la mostra «bigino dei fotografi giapponesi del dopoguerra» a forma finisce questa settimana; io l'ho vista in una freschissima domenica di luglio e mi è piaciuta – mi è dispiaciuto invece che non sia stato fatto un bel catalogo (per una volta che me lo volevo comprare).
ci sono andata nella più totale ignoranza e mi sono affezionata in particolare a: kimura per il giappone anni 50, tomatsu per il disastro atomico, araki e hishiuki per l'impietoso lavoro sulle memorie personali, sugimoto per l'impeccabile lavoro teorico sulle sale cinematografiche: un'esposizione lunga un film = schermo bianco.

Hiroshi-sugimoto_theater-1_small

anche prima di sapere come sono scattate, sono immagini ipnotiche: il buio della sala, l'aspettativa nello schermo «vuoto» – che in realtà porta la traccia luminosa di di tutti i film possibili. (mi sa che in agguato anche qualche discorso sul tempo e la luce che andrebbe sviluppato con qualche nozione di fisica.)

Emerso da rose verso le 22:57 | visioni | Comments (4) | TrackBack

lunedì, 13 luglio 2009

i love radio rock

(titolo italiano di the boat that rocked) è un film divertente, sì, ma anche un'occasione mancata: con una sceneggiatura così balorda, anche l'argomento bello (le radio pirata inglesi), gli attori bravi e la supercolonna sonora vanno un po' sprecati.  peccato, poteva essere un the blues brothers, the commitments o perfino un velvet goldmine... e invece proprio no.  trovo seccante che di un'epoca come il mio amato 67 sia rimasta solo una superficiale patina rétro: ci sono cardigan fatti a mano a volontà, ma è abbastanza anacronistico che la stazione si chiami «radio rock» e lo hippy della situazione è una caricatura che sembra uscita da un decennio dopo... ma da dove vengono questi personaggi? chi sono?  qualcuno gli dia una storia, per favore!  voglio il prequel di the boat that rocked.
sarà il calo di zuccheri pomeridiano ma non mi vengono più in mente i film belli sulla radio... facciamo una lista?

more wikipedia: factual background to the story

time out non risparmia gli strali: It’s the kind of musical comedy where the actors seem to be having more fun than any audience could ever share. This overlong, poorly paced and slackly directed ship-bound farrago not only wastes its treasury of golden oldies – Hendrix, Kinks, Small Faces etc – but magically contrives to reduce the chaotic, creative spirit of the sexual and cultural revolution to a mere mechanical catalogue of trite and surprisingly sentimental sex-drugs-and-rock ’n’ roll clichés, each fatally underlined by multiple and repetitive reaction shots.

Emerso da rose verso le 16:48 | visioni | Comments (1) | TrackBack

mercoledì, 08 luglio 2009

avvistamenti settimanali di marianne faithfull

nel film a episodi paris je t'aime, episodio di gus van sant
nella canzone magpie di patrick wolf

Emerso da rose verso le 22:48 | ascoltivisioni | Comments (5) | TrackBack

il cinema in 3d

mi si è manifestato con coraline (pur essendo anziana non mi è capitato di partecipare alle precedenti fasi della moda degli occhialini, e questa mi pare più massiccia e organizzata. però avevo fatto l'obbligatoria visita all'imax di parigi). 


Coraline

la collega f., pur non avendo visto il film, sostiene che coraline mi somiglia (penso siano il labbro storto e il sopracciglio inarcato).
la collega c., pur non avendo visto il film, ha manifestato il suo giovanile entusiasmo per le possibilità espressive del mezzo, ma in un modo un alquanto vago, che mi ha spinto a riflettere su un ipotetico «specifico del 3d»:sulla semiotica sono un po' arrugginita e mi manca il tempo per opportune ricerche (chi ha idea di come si gira un film in 3d?) per cui non sono andata finora oltre un generico «più interpellazione dello spettatore».  che poi vuol anche dire più stupore, in senso abbastanza barocco.  devo dire che ho collaborato attivamente ridacchiando e stupendomi a volontà, ma sono cose che mi danno un'impressione di superficialità dell'esperienza, alla fine.

ovviamente però qui si sospende il giudizio fino all'uscita dell'alice di tim burton (marzo 2010 o giù di lì). poi parleremo anche del fatto che il mio interesse per le fiabe si fa direttamente proporzionale all'età (da piccola me ne sbattevo abbastanza).

abecedario promozionale di coraline.

50 coraline boxes.

3 coraline inspired outfits.

miniature knitting by althea crome (she made coraline's star sweater).

ps: il film mi è piaciuto ma è più bello il libro (più inquietante).

pps: divertente anche il sito, mi ha fatto ripensare ai cd-rom (qualcuno si ricorda?) come quello di laurie anderson, puppet motel. era un mezzo veramente limitato dal supporto; ora è chiaro che l'unica fruizione possibile per quell'interattività lì è la rete a banda larga.

Emerso da rose verso le 22:15 | alfabeti e abbecedariminiature mindedvisioni | Comments (9) | TrackBack