venerdì, 30 marzo 2012
• this is england track listing
copincollando da wikipedia e channel4 si ottiene:
this is england (the movie)
ost:
- "54-46 Was My Number" - Toots & The Maytals
- "Come On Eileen" - Dexys Midnight Runners
- "Tainted Love" - Soft Cell
- "Underpass/Flares" - Movie Dialogue From This Is England
- "Nicole (Instrumental)" - Gravenhurst
- "Cynth / Dad" - Movie Dialogue From This Is England
- "Morning Sun" - Al Barry & The Cimarons
- "Shoe Shop" - Movie Dialogue From This Is England
- "Louie Louie" - Toots & The Maytals
- "Pressure Drop" - Toots & The Maytals
- "Hair In Cafe" - Movie Dialogue From This Is England
- "Do The Dog" - The Specials
- "Ritornare" - Ludovico Einaudi
- "This Is England" - Movie Dialogue From This Is England
- "Return Of DJango" - Lee "Scratch" Perry, The Upsetters
- "Warhead" - UK Subs
- "Fuori Dal Mondo" - Ludovico Einaudi
- "Since Yesterday" - Strawberry Switchblade
- "Tits" - Movie Dialogue From This Is England
- "The Dark End Of The Street" - Percy Sledge
- "Oltremare" - Ludovico Einaudi
- "Please Please Please Let Me Get What I Want" (The Smiths cover) - Clayhill
- "Dietro Casa" - Ludovico Einaudi
- "Never Seen The Sea" - Gavin Clark (of Clayhill)
Additional music from the film includes:
- "Pomp And Circumstance March No 1 in D. OP 39/1" - Edward Elgar Performed by Royal Philharmonic Orchestra
- "Maggie Gave A Thistle" - Wayne Shrapnel and The Oi Stars
- "Let's Dance" - Jimmy Cliff
this is england 86
ost:
- "Happy Hour" – The Housemartins
- "Wonderful World, Beautiful People" – Jimmy Cliff
- "Gadget And Harvey In Garden " – Andrew Ellis,Michael Socha
- "My Girl" – Madness
- "The Bitterest Pill" – The Jam
- "Solo" – Ludovico Einaudi
- "Fast Cars" – Buzzcocks
- "Flip Before Fight" – Perry Fitzpatrick
- "All Through The City" – Dr Feelgood
- "99 Red Ballons" – Nena
- "Woody & Squire" – Joe Gilgun
- "We've Got The World At Our Feet" – 1986 FIFA World Cup Mexico England Squad
- "Rainmaker" – Spear Of Destiny
- "Walls Come Tumbling Down" – The Style Council
- "Berlin Song" – Ludovico Einaudi
- "Red Red Wine" – UB40
- "Greeting To The New Brunette" – Billy Bragg
- "Ying And Yang"
- "Guava Jelly" – Johnny Nash
- "Ancora" – Ancora
- "Give It Up" – Lee Dorsey
- "It Miek" – Desmond Dekker
- "Woody & Milk In Bathroom " – Joe Gilgun, Andrew Shim
- "Ruler Of My Heart" – Irma Thomas
- "English Rose" – The Jam
- "Berlin Song" – Ludovico Einaudi
Additional music from the series:
- "Man Of The World" – Fleetwood Mac
- "What difference does it make?" – The Smiths
- "This Charming Man" – The Smiths
- "Asleep" – The Smiths
- "This Is The Day" – The The
- "Frozen Dub" – Augustus Pablo
- "There Must Be An Angel (Playing With My Heart)" – Eurythmics
- "My Own True Love" – Margaret Whiting
- "Ballblazer" – Peter Langston
- "Night Train" – The Rudies
- "Ritornare" – Ludovico Einaudi
- "Dna" – Ludovico Einaudi
- "In Vola" – Ludovico Einaudi
- "The Crane Dance" – Ludovico Einaudi
- "Nuvole Bianche" – Ludovico Einaudi
this is england 88
1. "What Difference Does It Make" - The Smiths
2. "Mistletoe And Wine" - Cliff Richard
3. "Fuori Dalla Notte" - Ludovico Einaudi
4. "Fairytale of New York" - The Pogues
5. "O Crux" - Norwegian Soloists Choir
6. "Reggae Got Soul" - Toots And The Maytals
7. "Touch Me (I Want Your Body)" - Samantha Fox
8. "Driving Home For Christmas" - Chris Rea
9. "Fast Car" - Tracy Chapman
10. "Never Gonna Give You Up" - Rick Astley
11. "After Laughter Comes Tears" - Wendy Rene
12. "Miserere Mei Deus" - Stephen Cleobury & Kings College Cambridge Choir
13. "Pie Jesu" - Angelis
14. "Solo" - Ludovico Einaudi
15. "School Play Waltz" - Peter Francis
16. "O Little Town Of Bethlehem" - Frank Sinatra
17. "Stikhi Pokayanniye (Penitential Psalms): III That Is Why I Live in Poverty" - The Danish National Radio Choir
18. "Santa Claus Is Coming To Town" - Frank Sinatra
19. "Who Be Who Be Who Be" - Shane Meadows
20. "Merry Christmas Everyone" - Shakin' Stevens
21. "I Say I Say I Say" - Alexander Faris
22. "School Play Interludes" - Peter Francis
23. "Berlin Song" - Ludovico Einaudi
24. "Close To Me" - The Cure
25. "This Charming Man" - The Smiths
26. "Winter Wonderland" - Tony Bennett
27. "I Wish It Could Be Christmas Every Day" - Wizzard
28. "Asleep" - The Smiths
29. "Hymn To The Virgin" - Choir Of John's College Cambridge
30. "Distacco" - Ludovico Einaudi
31. "The Holly And The Ivy" - Westminster Cathedral Choir
32. "In The Bleak Mid-Winter "- Gustav Holst Performed by Choir of St John's College
33. "Dogwood Blossom" - Fionn Regan
34. "Everything I Own" - Ken Boothe
Emerso da rose verso le 23:20 | ascolti – visioni | Comments (2) | TrackBack
lunedì, 06 febbraio 2012
• il museo interattivo del cinema a milano
dunque il vecchio museo del cinema della cineteca italiana è diventato il mic, contestualmente al trasferimento di tutta la fondazione – collezioni ecc. – nella ex sede della manifattura tabacchi in viale fulvio testi 121 (dove ha sede anche la fantomatica sede lombarda del centro sperimentale).
lo scorso weekend le 3 piccole sale del museo, di solito destinate a uso didattico, erano aperte al pubblico e ci siamo andati. tra poltrone quasi futuriste, cimeli vari e celebrazione della fiaf, è un posto confortante. non ho ancora visto la sala di proiezione.
immagine ufficiale del museo è il bellissimo manifesto di elettra raggio.
Emerso da rose verso le 23:14 | città e altri luoghi – visioni | Comments (5) | TrackBack
domenica, 29 gennaio 2012
• «the bob» and colleen moore
a few links about the actress whose eye (probably the brown one, as I can see from colorized pictures) & bangs I stole for my favourite buddy icon.
I'm not comfortable with buddy icons, but this stuck somehow – though I had never heard about her, when I found her portrait in the book il futurismo e la moda (in a page about the change of role models in the 20s and the french novel la garçonne).
it turns out moore was the first american actress to make bobbed hair popular (not louise brooks) and that she was (massively, we could rightly say) into doll houses.
the colleen moore project and a forthcoming new biography.
(seeing her movies seems nearly impossible now, but I'll look into it and report back.)
Emerso da rose verso le 13:15 | annegareunarosa – in rete – miniature minded – visioni | Comments (2) | TrackBack
martedì, 11 ottobre 2011
• scaffali: mervyn peake
dunque siamo passati dal non aver mai sentito nominare mervyn peake al fare provviste per l'inverno (ho anche l'ebook della trilogia in inglese, pur non avendo un lettore di ebook).
titus mi è piaciuto molto, nella sua farraginosa gotica complicatezza che lo sceneggiato della bbc annacqua implacabilmente con scenografie infantili e un umorismo grottesco che è solo un'infima parte della ricchezza del libro. però vale la pena di vederlo anche solo per christopher lee, jonathan rhys meyers e ian richardson (purtroppo nel frattempo deceduto anche nella realtà). così ho appreso come gli inglesi pronunciano fuchsia: fiuscia. la cosa mi ha scioccato, inutile negarlo.
Emerso da rose verso le 12:16 | illustrazioni ephemera o fumetti – libri e letture – scaffali – visioni | Comments (2) | TrackBack
venerdì, 07 ottobre 2011
• eat me?
funghi (di carsten höller) e miniature dai plastici della prossima sede della fondazione prada in largo isarco, milano.
Emerso da rose verso le 23:36 | città e altri luoghi – miniature minded – visioni | Comments (0) | TrackBack
domenica, 25 settembre 2011
• jonathan demme
va a finire che lo seguo più che altro per motivi musicali: aggiudicatosi incondizionata fiducia negli anni 80 con stop making sense e qualcosa di travolgente (film bello dotato di bella colonna sonora), mi aveva poi deliziato con storefront hitchcock, episodio non secondario nel ritorno di fiamma della carriera di robyn hitchcock a fine anni 90 (poi, come si sa, rh appare anche in manchurian candidate e rachel getting married).
sabato scorso al milano film festival, demme ha detto che riprendere musica dal vivo gli pare la quintessenza del cinema: c'è già qualcosa di appassionante che succede, e non bisogna far altro che coglierlo. così bravo come regista di ogni genere di film (capace di fare suo ogni film di genere), demme è insomma un documentarista nell'anima.
fra i suoi documentari di argomento non musicale avevo già visto the agronomist, e la settimana scorsa ho recuperato il film su jimmy carter, man from plains (colonna sonora di alejandro escovedo), ammirata da come riesce a fare film su brave persone intelligenti e di buona volontà senza cadere nell'enfasi, guidato da una specie di istinto: è molto diretto ma molto preciso, acuto, concede spazio alle emozioni senza sopravvalutarle, racconta efficacemente senza affabulazioni fasulle. viene persino un po' da generalizzare: che meraviglia gli americani, quando sono così. anche nel parlare, stesso stile: spontaneo nell'entusiasmo e gentilissimo, ma concreto, dritto al punto (pur nella strana triangolazione del dibattito al teatro strehler fra le domande vaghe e sgrammaticate della curatrice della rassegna e quelle intellettuali di guadagnino).
per tornare alla musica, approfittando della personale del milano film festival ho scoperto che il primo film di demme, la pellicola di exploitation carceraria (femminile) caged heat, prodotta da roger corman, aveva la colonna sonora di john cale (sempre interessante, e il film non è affatto male – un delirio da cui escono alcuni bei personaggi: peccato vederlo massacrato da una videoproiezione orrenda).
e poi sono andata alla prima del terzo film che jonathan demme dedica a neil young. avevo visto il primo, neil young: heart of gold, ottimo, ma che nella sua ambientazione nashvilliana faticava a conquistarmi completamente.* neil young journeys è molto diverso. doveva chiamarsi neil young life, ma a ny sembrava troppo pomposo. il motivo è subito chiaro: troviamo young nella cittadina dell'infanzia omemee (la quale, diciamolo una volta per tutte, non è in north ontario) che sale su una macchina d'epoca – seguendo il fratello, anche lui su una macchina d'epoca – per andare a toronto, dove terrà un concerto solista alla massey hall, luogo dove notoriamente si esibì con successo nel 1971 (la registrazione è stata pubblicata su disco solo da poco). i ricordi d'infanzia sulle galline dei fratelli young e sulle figlie dei vicini si alternano alle canzoni del concerto, girato con tantissimi primi piani e dettagli del viso, spesso catturati con microcamere montate sul microfono o dentro l'harmonium: qui neil young è vecchio, vecchissimo. forse più vecchio di quel che è in realtà, nel ripercorrere la sua vita attraverso le canzoni (scaletta 2011, scaletta 1971) di nuovo solo su quel palco, solo con i suoi strumenti e una specie di totem indiano. dentro il documentario anche una canzone documentario, ohio, che demme illustra con riprese d'epoca, nomi e ritratti – sapete gli strazianti ritratti da annuario scolastico americano – delle 4 vittime di quando la guardia nazionale sparò a una manifestazione contro la guerra del vietnam. didascalico? no: è per chi non lo sapesse, perché sicuramente tanti non lo sanno – è passato molto tempo. il concerto è bello e jonathan demme segue la sua teoria: lo segue da vicino, ma anche lo lascia scorrere. arriva fino al punto di tenere intera una ripresa della microcamera dove evidentemente l'effetto speciale è... uno sputo del cantante: una chiazza sullo schermo che cambia forma e colore trasfigurando l'immagine – da un incidente meccanico una conseguenza psichedelica – e conservando l'unicità di quel momento su quel palco.
* curiosamente, a causa dell'ambientazione teatrale e della parola prairie tendo a intrecciare il ricordo di quel film – dove young presenta il disco prairie wind – con il quasi contemporaneo ultimo film di altman, radio america (a prairie home companion), nonostante nashville e il minnesota siano piuttosto distanti. sarà che il minnesota confina con l'ontario.
Emerso da rose verso le 19:56 | ascolti – visioni | Comments (0) | TrackBack
martedì, 23 agosto 2011
• burke and hare di john landis
questa volta la vacanza ha comportato autostrade, traghetti, autogrill, partecipazione a movimenti di massa. ogni tanto va bene anche fare così, buttarsi nella mischia.
al ritorno a milano, dopo una giornata di lavatrici fatte cercando di non pensare che alla fine qualcosa si sarebbe anche dovuto stirare, l'impietoso termometro della cucina ci ha spinto verso l'utopia «cinema all'aperto=fresco» (mentre ovviamente la realtà è «cinema al chiuso=fresco»).
di john landis non vedevo alcunché da trent'anni a questa parte, credo. per la storia dei trafficanti di cadaveri di edimburgo dovevo fare un'eccezione, anche se il film si è rivelato poco più di un divertissement in costume, neanche troppo macabro, ravvivato (è proprio il caso di dire) dalla satira sull'arrivismo e l'egoismo di tutti i personaggi, condita di deliziosi anacronismi (la «lista degli invitati» al pub).
vorrei lamentarmi del fatto che tim curry ha una parte molto secondaria e sfido chiunque a riconoscere il cameo di christopher lee.
piacevole risentire sui titoli di coda i'm gonna be dei proclaimers (anno di grazia 1988) e anche scoprire ora via web che la band esiste tuttora.
Emerso da rose verso le 14:59 | visioni | Comments (0) | TrackBack
sabato, 28 maggio 2011
• the tree of life di terrence malick
sincretismo americano: potrebbe mai un film di kieslowski contaminarsi con koyaanisqatsi e persino con jurassic park (o se preferite avatar)? evidentemente sì.
un film molto libero, molto lungo, molto bello in ogni immagine, molto commovente per l'amica m. che è mamma, per me anche un po' ripetitivo e in ultimo non del tutto soddisfacente: non angosciante né catartico. è... estatico (ma in una maniera un filino stucchevole, no?).
direi che mi è piaciuto ma non l'ho amato (a parte il ragazzino riottoso, quello sì – c'è dentro anche un po' di stand by me, chi si ricorda?)
Emerso da rose verso le 14:24 | visioni | Comments (4) | TrackBack
martedì, 24 maggio 2011
• visioni del finesettimana: valdoca e skolimowski
minimo comun denominatore: struggente presenza di bestie – in particolare un cervo.
caino del teatro valdoca: nel bianco del palazzo del ghiaccio, danio manfredini/caino cammina senza posa nero come una silhouette di tracciamenti (giuro che, fra cranio rasato, abito longuette e stivaletti col tacco, era quasi identico). i testi come al solito estremamente enfatici di mariangela gualtieri finiscono (per fortuna) per fare da sfondo a un'azione scenica complessa e vivace, dove un angelo, un diavolo dal manto fatto di animali morti e varie creature interagiscono con caino (nella sua sofferta decisione di delinquere e conseguente esilio) e fra di loro (tutto un mondo di relazioni fra esseri umani e fra esseri umani e natura non esisterebbe, forse, senza quel primo assassinio e quella prima menzogna che ci differenziano sostanzialmente dagli animali). interessante assai, ma che fatica – un'ora e tre quarti senza la minima narrazione... mica facile. una cripticità che ha l'effetto di controbilanciare costumi luci musica impeccabili.
resta curiosità per le rappresentazioni precedenti: le foto documentano differenze notevoli.
e il cervo? è l'unica presenza scenica che non viene usata/manipolata in alcun modo. rimane a guardare.
essential killing di skolimowski: nel bianco di una neve presumibilmente polacca, vincent gallo/mohammed cammina senza posa, anche lui in fuga dai propri crimini (ha ucciso soldati americani in un deserto presumibilmente afghano) ma soprattutto dall'esercito che l'ha catturato, torturato e poi deportato verso una base militare del nordeuropa. si comincia con qualche tranche de vie delle odierne guerre americane e si va a finire ancora in dead man di jarmusch, compresa l'epica, escluso il distacco (del b/n e molto altro): quando hai il tuo destino addosso la natura non ti può salvare – e non parliamo dei tuoi simili. nel peregrinare apprenderai più di quanto hai conosciuto in tutta la tua vita, ma poi. (e del resto, non moriamo forse tutti, alla fine?) qui però c'è una progressiva, dolorosa trasformazione dell'uomo in animale braccato, inesorabilmente solo. consiglio di resistere fino all'indimenticabile tocco finale dello skolimowski pittore.
il cervo è quello a cui mohammed – sebbene per sopravvivere e per cibarsi sia capace di tutto – non spara.
Emerso da rose verso le 10:44 | dal vivo – visioni | Comments (0) | TrackBack
lunedì, 09 maggio 2011
• bye by google
google has become something obscene: it only gives you shopping links or torrent links.
sample search from italy, no language specified:
farocki, stilleben
(a documentary I've seen last saturday)
good old yahoo (hi yahoo! remember me from 1995?) gives me torrents, but also the documenta site and a few italian media-related sites on the first page – including saturday's film program –, and the filmmaker's site on the second page. by the end of the second page I've also learned the film has been shown at the cinemateca brasileira.
nice little bing (why have I neglected you for so long?) gives me torrents, but also the filmmaker's site as a fourth result, saturday's program (though from an outdated cache), and a few german links I may well be interested in (mind you, I don't speak german, but I did search a german word didn't I?). also: my beloved even.fr and content-packed rouge on the second page.
google gives me 3 whole pages of downloading links, with one mymovies link thrown in on page 3, before going all intellectual and giving us... rottentomatoes and imdb on page 4!
(scusate lo pseudoinglese, trattasi di irritazione planetaria...)
Emerso da rose verso le 11:49 | annegareunarosa – in rete – parole – visioni | Comments (0) | TrackBack

