lunedì, 07 novembre 2011

fiori di alberto martini

qualche dettaglio, diciamo così, botanico dallo scaffale martiniano.

quelli con la infotografabile carta azzurra da
– alberto martini illustratore di edgar allan poe
, fmr 1984

tre da
– l'opera grafica di alberto martini
di f. meloni, sugarco 1975

uno ciascuno da
– alberto martini
di m. lorandi, electa 1985
– la divina commedia illustrata da alberto martini
, mondadori 2008

 

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martedì, 11 ottobre 2011

scaffali: mervyn peake

MervynPeake dunque siamo passati dal non aver mai sentito nominare mervyn peake al fare provviste per l'inverno (ho anche l'ebook della trilogia in inglese, pur non avendo un lettore di ebook).

titus mi è piaciuto molto, nella sua farraginosa gotica complicatezza che lo sceneggiato della bbc annacqua implacabilmente con scenografie infantili e un umorismo grottesco che è solo un'infima parte della ricchezza del libro. però vale la pena di vederlo anche solo per christopher lee, jonathan rhys meyers e ian richardson (purtroppo nel frattempo deceduto anche nella realtà). così ho appreso come gli inglesi  pronunciano fuchsia: fiuscia. la cosa mi ha scioccato, inutile negarlo.


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domenica, 14 settembre 2008

scaffali: veronelli

«scomparsi i gigi della gnaccia.  chi di noi non li ricorda, noi dico, noi ripeto, noi che amando la vecchia milano non riusciamo ad amare la nuova?
venuti dal monte amiata in cento, in mille, i gigi della gnaccia, a battere le vie cittadine; in cento, in mille ad affollare le uscite delle scuole e delle fabbriche.  uscivi e avevi allegria dal gigi, dalla gran teglia di rame stagnato sui trespoli, dalla sottile brace di legno di castagno nello scaldino sotto, dall'umile torta con quella superficie piena di grinze e righe a far contrasto con la grassezza della pasta dentro.
il «mio» gigi attendeva noi bambini – taciturno, sbracato ed aggressivo – all'uscita delle elementari in piazza archinto, nell'isola (a quei tempi, ripeto; oggi quell'al di là di porta garibaldi è tutt'altro che un'isola).  riempiva i sogni dei miei pomeriggi, gni poco a tastare, irrequieto, nel banco, quei 10, 20 centesimi per il gran pezzo di bronzeo castagnaccio.  la felicità era certo una facile conquista.»
                luigi veronelli, guide veronelli all'italia piacevole: lombardia, garzanti 1968.

mi sembra un passo opportuno da trascrivere oggi che l'autunno sembra effettivamente arrivato nella piazza suddetta.
dopo aver trovato questo volumetto tra i libri di mio padre, mi sono appassionata alla prosa del mai troppo rimpianto anarcoenologo e ho fatto qualche ricerca: a questo punto lo scaffale è così composto.

alla ricerca dei cibi perduti, ristampa di deriveapprodi, 2004
guide veronelli all'italia piacevole:
liguria
piemonte e valle d'aosta
umbria e marche
lazio
lombardia
campania
sardegna
toscana
bere giusto, rizzoli 1971 (bur 1981)
i cocktails, rizzoli 1963 (ristampa 1975)

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venerdì, 15 agosto 2008

le letture propedeutiche newyorkesi

continuano – dopo l'isola delle colline di maffi, corrado augias che devo dire serve sempre, pezzi e bocconi di american gangster di mark jacobson, i primi 2 gialli di nero wolfe (ho questi splendidi omnibus mondadori di stout trovati su ebay, ma i romanzi sono noiosissimi, non ci si può credere!), chiamalo sonno di h. roth e washington square di h. james – con underworld di delillo.
ora, prima che lo leggessi il volo era stato prenotato, e si dà il caso che cada il giorno dello shot heard 'round the world intorno a cui ruota tutto il libro (a cui aggiungere, se vogliamo, il fatto che sono nata il giorno 13 e la somma delle ultime due cifre del mio anno di nascita dà 13).
sono circa a tre quarti, e a questo punto trovo rigenerante un libro in cui si segue il destino della spazzatura e di una palla da baseball, non dei personaggi.

ma non sono carini i nuovi scaffali di anobii? ecco il mio su nyc.

Emerso da rose verso le 17:43 | città e altri luoghilibri e letturescaffali | Comments (3) | TrackBack

mercoledì, 04 luglio 2007

scaffali: simenon

è un bel po' che non compilo uno scaffale; da ben prima che esistesse anobii.com, in ogni caso. dove tutto questo vecchiume non entrerà mai, sono pessimista.
trattasi di scaffale familiare misto.

- le memorie di maigret, trad. di p. braccialarghe, mondadori 1961
- maigret e la giovane morta, trad. di g. cerelli, oscar mondadori 1974
- maigret e la famiglia felice
, trad. di e. cantini, oscar mondadori 1975
- maigret e il fantasma
, trad. di p. caruso, oscar mondadori 1975
- maigret e gli aristocratici
, trad. di b. just lazzari, oscar mondadori 1976
- monsieur gallet décedé
, presses pocket, 1976
- betty, trad. di g. luzzani, adelphi 1992
- 2 copie di l'uomo che guardava passare i treni, trad. di p. zallio messori, adelphi 1992 e 1993 (quinta edizione e sesta edizione - qual era di chi? gradi di scoloritura diversi, uno è senza il talloncino del prezzo)
- les fiançailles de monsieur hire, presses pocket 1994
- la vedova couderc, trad. di e. franzosini, adelphi 2000, copertina che ha preso l'acqua
- l'uomo di londra, trad. di g. pinotti, + il viaggiatore del giorno dei morti, trad. l. frausin guarino, mondolibri 2000 (seconda mano)
- pietr il lettone, trad. di y. mélaouah, adelphi 2001
- il crocevia delle tre vedove, trad. di f. ascari, fabbri editori 2003
- il porto delle nebbie, trad. di e. muratori, fabbri editori 2003
- tout simenon 1, omnibus 2003
comprende la fenêtre des rouet, la fuite de monsieur monde, trois chambres à manhattan, au bout du rouleau, la pipe de maigret, maigret se fâche, maigret à new york, lettre à mon juge, le destin des malou (letto solo tre camere a manhattan, non mi è piaciuto granché)
- la neve era sporca, trad. di m. visetti, adelphi 2004
- la ballerina del gai-moulin, trad. di p.n. giotti, adelphi 2005

Emerso da rose verso le 23:14 | libri e letturescaffali | Comments (0) | TrackBack

domenica, 07 maggio 2006

qui c'è qualcosa che non va

se la serata su beckett di giovedì scorso alla cineteca italiana parte funestata da guai coi microfoni e una copia del documentario di john reilly veramente pessima (si vedeva e si sentiva male, poi a un certo punto l'audio si è sfalsato dal video restando in ritardo per dieci minuti buoni; gli errori nei sottotitoli invece consideriamoli routine). no, così, per lamentarsi un po’. poi io sono uscita perché avevo fame e avrei sofferto troppo a rivedere un’altra volta film.
fittissimo l’intervento di luca scarlini, commovente comunque il documentario che – a chi ha resistito a una parte piena di professori irlandesi che rivendicano l'irlandesità di b. e a un’altra parte lunghissima sulla ricezione americana di b. – regala le interviste con un paio di vecchietti francesi di roussillon che hanno conosciuto b. durante la guerra, e alla fine qualche rara moving image di b. stesso: mentre supervisiona la versione americana di what where e mentre, quasi spiato (da chi?), si addentra in un cortile, visto di spalle, con una strana andatura dinoccolata.
il centenario in italia.
il mio link beckettiano preferito. (potrebbe diventarlo per chiunque senta la necessità di tenere sull’ipod una versione di krapp, per qualsiasi evenienza.)

milano, forse in quanto città non particolarmente vitale, aveva dato più soddisfazione in occasione della morte di b. 
dai miei incartamenti risulta che tra il 90 e il 92 vidi:
all’arsenale: il finale di partita di santagata e morganti (to’, pensavo di averlo visto al franco parenti), david warrilow in krapp’s last tape, un bello spettacolo con annig raimondi, di mario jorio da testi di beckett;
dopodiché, sempre tra gli spettacoli presentati dal crt nel 90-91, dovrei anche aver visto al piccolo una produzione francese di aspettando godot con david warrilow, ma qui la memoria mi tradisce ancor più clamorosamente perché non ne ricordo verbo.
l’anno dopo, al teatro franco parenti: i gemelli janicki in ohio impromptu (il che mi permise di riconoscere gli janicki mentre si aggiravano alla fiera di francoforte l’unica volta che ci andai, perlappunto l’anno dedicato alla polonia) e probabilmente anna nogara in non io e magari anche qualcos’altro, era una rassegna lunghissima.

possedevo un assurdo cardigan rosa antico lungo fino alle ginocchia, avevo lo sconto studenti a teatro e la morte di b. mi fu altrettanto influente di quella di john lennon. sono morti (al maschile e al femminile) a cui ci si affeziona. si annoverano anche 2 diverse escursioni a montparnasse, eppure ci saranno parenti la cui tomba ho visitato meno di frequente.

scaffale: sparuto.
teatro, einaudi 1978. ricordo che le classiche traduzioni einaudi del teatro di b. sono di carlo fruttero.
collected shorter plays, faber & faber 1989.
film seguito da commedie brevi, einaudi 1985. (trad. di maria giovanna andreolli e camillo pennati)
krapp’s last tape and embers,  faber and faber 1979
aspettando godot, einaudi 1992.
tutti questi doppioni di teatro e nessun romanzo in casa, ma due copie di come è in edizione einaudi, una mia bianca (1980) e una di p. grigia (1965, usata). la trad. è di franco quadri.

certo una volta non c’era amazon, specie .fr, adesso invece potrei andarmi a procurare tutti quei librini bianchi con il titolo blu, così, per pensare di possedere qualcosa, per non guardare più la foto col cappotto spigato.

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domenica, 02 aprile 2006

scaffali: nikki sudden (rip)

che c'è di meglio di una domenica mattina di primavera per rispolverare (alla lettera) i dischi di nikki sudden. when i cross the line...

Nikkisudden jacobites (ns e dave kusworth), robespierre's velvet basement, glass, 1985
jacobites (ns e dave kusworth), the ragged school, twintone, 1986
nikki sudden & the jacobites, texas, creation, 1986
nikki sudden & the jacobites, dead men tell no tales, creation, 1987
nikki sudden & the french revolution, groove, creation, 1989
nikki sudden, the jewels thief, ufo, 1991

in streaming un grandissimo concerto di due settimane fa alla radio newyorkese wfmu.
download di favolosi blues acustici sul suo sito (soprattutto pockets full of silver)
altri mp3 sul sito della secretly canadian (tra cui l'indispensabile shame for the angels dei jacobites).

Emerso da rose verso le 12:39 | ascoltiscaffali | Comments (0) | TrackBack

lunedì, 14 novembre 2005

scaffali: nabokov

Vaniadanonostante l’immersione ipnotica nel tunnel nero di fanny & alexander, dove le voci di ada e van si rincorrono tra sciarade, odor di fiori e immagini da cinema muto, prevedo che per leggere il libro mi ci vorrà ancora un po’.

ada or ardor, penguin 1971 (ristampa s.d.)
i bastardi, trad. di bruno oddera, bur 1978
la défense loujine, trad. di g. e r. cannac, gallimard 1964 (1974)
lolita, penguin 1980 (1989)
re, regina, fante, trad. di ettore capriolo,  franco maria ricci (la biblioteca blu) 1974

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martedì, 08 novembre 2005

scaffali: animali

• michail bulgakov, cuore di cane, mondadori 1994
• j.m. coetzee, la vita degli animali, adelphi 2000
• julio cortázar, bestiario, einaudi 1965
• philip k. dick, do androids dream of electric sheep?, gollancz 2004
• david garnett, la signora trasformata in volpe, il melangolo 1995
• stephen king, pet sematary, pocket books 2001
• rosa luxemburg, Un po' di compassione, adelphi 2007
• anna maria ortese, l’iguana, adelphi 1993
• toti scialoja, quando la talpa vuol ballare il tango, mondadori 1997
• fabio tombari, il libro degli animali, mondadori 1973

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mercoledì, 03 agosto 2005

gravemente impreparata

partecipo al gioco di società sui libri che si aggira per i weblog. credo di essere l’ultima, tutti l’hanno già fatto, quindi non chiederò a nessuno di rispondere a sua volta.
• qui si è già parlato parecchio di scaffali. dovendo fare una stima di quanti libri ho (non ci avevo mai pensato) ho copiato qualcun altro che aveva già risposto: contare il contenuto di un modulo di scaffale che si ripete e fare una moltiplicazione. non è che sia servito a molto, ci sono scaffali di forma diversa, libri di forma diversa. comunque saranno più di mille – milleduecento?  i libri miei e di p. restano abbastanza separati (i suoi non li ho contati), ma con pochi doppioni. ce li prestiamo volentieri. ci sono parecchi libri che non ho ancora letto (stanno per terra). mancano un sacco di libri che ho letto (nei periodi in cui leggevo di più prendevo i libri in biblioteca). in linea di massima sono separati per genere o argomento (saggi vari, libri di cinema, libri di musica, libri di editoria, libri di teatro, poesia, narrativa - a sua volta divisa più o meno per nazionalità - gialli, libri illustrati, guide turistiche, libri di cucina, dizionari).
• anche quando cerco di non comprarne, di libri, salta sempre fuori un progetto di lettura imprescindibile, un libro che bisogna avere per consultazione, e persino qualche minima ed economicissima tentazione collezionistica. però credo di non aver più comprato nulla dopo alcuni volumi che mi mancavano della serie grandi città del mondo touring, un paio di settimane fa.
sto leggendo: sillabari di parise l’ho quasi finito, leggendolo solo prima di dormire, i racconti hanno la misura giusta. come una medicina buona buona, due o tre racconti tutte le sere. sono quasi alla fine anche di last exit to brooklyn di hubert selby, che non va assolutamente letto prima di dormire. iniziati vari altri, ma averli iniziati non vuol dire che li sto leggendo.
• ultimamente - e stranamente - accolgo consigli sui libri; è un salvagente a cui aggrapparsi nel mare delle cose da leggere, che trovo sempre più inaffrontabile. anche dai weblog ne ho attinti parecchi, di spunti per portare in cima alla mia lista un libro (e leggerlo, addirittura). quanto a consigliare io, mi trovo in gravi difficoltà – ma siccome garnant, che mi ha passato il gioco di società, va in vacanza in russia, mi corre l’occhio qui a sinistra, allo scaffale di libri russi. sono quasi tutti di p., ce ne sono solo tre miei, che mi sento di suggerire (anche a chi non va in russia) nonostante la mia abissale ignoranza della letteratura slava in generale. scusate la traslitterazione, che diventa all’inglese dove non ho saputo mettere la pipetta.
leonid cypkin, estate a baden baden (letto per le buone recensioni)
michail kuraev, lo specchio di montachka (letto per caso)
sergej dovlatov, il parco di pushkin (letto perché consigliato da sedicinove – piaciuto molto anche a p., che ora non fa che leggere dovlatov ridendo ad alta voce).

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