martedì, 24 giugno 2008
• come ho iniziato l’estate
domenica 22 mi sono aggirata per firenze, con estrema precauzione dovuta al caldo feroce (io e m., difficile immaginare due persone più vessate dal caldo – p. non c'era avendo preso come scusa alquanto originale il fatto di doversi recare nel nord del congo, dove fa meno caldo), tra vaghe memorie scolastiche (gita scolastica e nozioni scolastiche) non confermate dalla realtà, un certo senso di oltraggio davanti a un culto della moda griffata che neanche a milano (sottolineo), orde di americani che io, non essendo stata in america, non avevo mai visto tanti tutti assieme. ora, questo ci stava anche bene visti i motivi dell'escursione (di cui poi), ma non ho potuto non pensare alla fallaci, al suo ormai proverbiale sdegno contro gli immigrati accanto al duomo. a parte che di immigrati l'altro giorno ne ho visti pochini (spero stessero facendo la siesta, sarebbe stata l'unica cosa furba), a sfigurare la città storica, anche per chi non voglia museificarla, direi che sono le insegne della boutique monomarca chanel in piazza della signoria e le orde di turisti. tutte cose forse in linea, a distanza di secoli, con la ricchezza di firenze, il commercio di tessuti ecc., si potrebbe anche dire. eppure il lusso nuovo (l'alta moda, i viaggi «culturali» di massa) ha una connotazione per me così disagevole, dal punto di vista costume/morale, che non riesco a dare una valutazione positiva di tutto ciò.
forse per questo non ho fatto neanche un po' di shopping, né ho avuto voglia di farne, ottimo.*
tra gli americani riparati al giardino di boboli, tuttavia (in centro a firenze bisogna pagare 10 euro anche per trovare uno straccio d'ombra, questo la dice lunga), c'era un anziano signore che ha suonato soavemente la chitarra per tutta l'oretta in cui ci siamo schiantati sul praticello, e ha pure canticchiato un blues. com'è come non è, era il roadie che accorda la chitarra a neil young, riconoscimento effettuato da m. ché io non sono fisionomista. ny era l'americano (ok, canadese) per cui ci siamo recati a firenze in the first place, pieni di speranza in un concerto il più elettrico possibile, cosa che si è verificata al di là delle più rosee aspettative.
setlist (i titoli del bis sono invertiti)
sono una signora con un certo contegno e per farmi venire i brividi ai concerti ci vuole minimo roba così: la versione cattiva di hey hey my my
foto del concerto su flickr: qui e qui. il totem dell'indiano non l'avevo visto, ero un po' lontana, ma il palco così ingombro, con gli enormi riflettori da cinema su stativo, la batteria al centro e il grande ventilatore, mi è piaciuto.
il pittore sul palco è eric johnson (quanto costerà comprare il quadro out of the blue?)
chi è in grado di scrivere un paragrafo ispirato sull'incandescente chitarra younghiana per favore si palesi. io anche oggi ho bevuto troppo caffè shakerato, la droga dell'estate per chi ha la pressione bassa.
sempre per la serie senonsonsessantenninonlivogliamo, ammetto inoltre di aver ceduto al richiamo degli esosi biglietti per tom waits a milano. speriamo bene.
___________
* però porterei volentieri questa.
Emerso da rose verso le 15:43 | ascolti – città e altri luoghi | Comments (5) | TrackBack
domenica, 18 maggio 2008
• la settimana
iniziata lunedì con il concerto di richard thompson, bello e ortodosso e professionale come ci si poteva aspettare (ma quanto poco folk!), si è conclusa con hey girl! della societas raffaello sanzio a uovo. (l'ha visto anche il new york times, con cui sono abbastanza d'accordo, se non fosse che una unrelenting grimness per me difficilmente è uno shortcoming.)
certo, per quanto il crescendo percettivo dello spettacolo non lasci indifferenti, a un certo punto si accompagna a una rilettura di stereotipi (testo di romeo e giulietta proiettato, donna nera incatenata, tacchi alti) che non mi ha conquistato - mentre mi piace quando la ragazza diventa un po' bionica, alla fine, interagendo con elementi metallici, frastuono, laser.
invece la prima parte, dal risveglio-nascita alla vestizione allo stridente contrasto olfattivo profumo-telo strinato (ma se ne andrà un flacone di chanel n. 5 a ogni spettacolo? o che cos'era?) all'uso del colore rosa, mi ha preso assai.
(e per il resto della settimana? bleah)
Emerso da rose verso le 23:36 | ascolti – visioni | Comments (0) | TrackBack
venerdì, 09 maggio 2008
• o santo cielo
si sono riuniti pure gli yazoo
Emerso da rose verso le 10:49 | ascolti | Comments (5) | TrackBack
giovedì, 08 maggio 2008
• nel salotto di jonathan richman
sconcertante, questa primavera di icone anni settanta che scorrazzano per milano (tom verlaine prima, e lunedì c'è richard thompson, mi raccomando).
jonathan richman si è piazzato al piano nobile della casa 139 (martedì 6) a fare il suo delizioso spettacolo la cui componente cabarettistica, nello spazio ristretto, ha preso del tutto il sopravvento: complice il pubblico italiano sempre tendenzialmente caciarone (absit iniuria, nella mia esperienza è un dato di fatto) e il continuo battere le mani tutti insieme, si sono un po' perse le tracce del coté malinconico a noi più caro nell'opera richmaniana. (una canzone doveva partire a richiesta, e per uno che gridava hospital ce n'erano 10 a invocare ice cream man, che per di più è stata eseguita quasi tutta in italiano e parlava di uno spaventoso gelataio con i baffi.)
poi, per l'appunto, c'è il fatto della lingua: adorabile lo stralunato – ma non privo di competenza, tutt'altro – plurilinguismo richmaniano, evidentemente rinfocolato dalla cena a base di pizza, però fare metà concerto in italiano non rischia di semplificare un po' troppo? (così, tanto per rompere.)
l'omino con il viso da anziano clown, gli occhi spiritati che ti fissano inquisitori e le mani tozze agillissime sulla chitarra, the man who made the silly things serious and the serious things seem silly, si accompagna ancora al batterista tommy larkins come in tutti pazzi per mary, lui pure invecchiato benissimo, complimenti. il loro show accuratamente lo-fi, stilosissimo eppure così amichevole, è da non perdere (magari la prossima volta facciamo a casa mia, così cantiamo le canzoni tristi e quelle più rock, visto che con ballate e pezzi comici siamo in pari.)
Emerso da rose verso le 15:22 | ascolti | Comments (2) | TrackBack
lunedì, 14 aprile 2008
• einstürzende neubauten all'alcatraz 10.4
visto spesso dal vivo con i badseeds, finora mai nel suo gruppo, blixa bargeld con questo taglio di capelli, le guanciotte e l'abito scuro mi pare una sacerdotessa dada, un custode dello spirito delle avanguardie del novecento, e gli oggetti industriali da percuotere sono altrettanti oggetti di scena; bello il palco con i lampadari rossi, sembra più di essere a teatro che a un concerto (lo conferma il penultimo bis, un'improvvisazione sulla base di istruzioni pescate da un sacchetto).
avevo avuto il buonsenso di non aspettarmi un concerto «pesante», dunque mi è piaciuto, nonostante siano rari i momenti in cui diventa davvero possente. prevalgono le ballate, e il buonumore. tuttavia alexander hacke è un vero rocker e suda tantissimo. tutto fila via, ecco, liscio.
di gente ce n'era, compresi alcuni giovani goth del terzo millennio. i giovani tra l'altro fumano, e io per non farmi notare non mi sono lamentata. alcuni giovani pure chiacchierano durante il concerto, e lì non mi sono lamentata perché le più vicine a me erano due signorine che parlavano piuttosto appropriatamente tedesco. il merchandising come al solito va a ruba, tant'è che il giorno seguente, entrando da h&m, ho incrociato una ragazza con la mia stessa t-shirt.
(l'esperto si è preso la registrazione del concerto, nonostante avesse fatto lo stesso anche due anni fa – io ormai so che uso di più la maglietta.)
Emerso da rose verso le 19:56 | ascolti | Comments (2) | TrackBack
mercoledì, 09 aprile 2008
• ho visto tom verlaine
e mi è sembrato uno spettro, alto e massiccio ma un po' informe, i vestiti neri ma sbiaditi, i capelli incolori, il viso diafano con il nasino all'insù e le palpebre livide, le iridi azzurrissime appena intraviste perché quando alza gli occhi nel cantare guarda in alto a destra mostrando solo il bianco. la musica della collaborazione con con jimmy rip è liquida, io la chiamo musica delle praterie. le canzoni sono belle, la maggior parte non le conosco, ma ho sentito una versione lunga di words from the front. nella voce c'è ancora quel singhiozzo un po' straziato.
io e tom verlaine abbiamo lo stesso compleanno, e solo 18 anni di differenza.
all in all, tuttavia, un concerto per maniaci della chitarra – 7 aprile, milano, musicdrome (è il transilvania senza più le pietre tombali, peccato).
poi ho visto into the wild e non è un paese per vecchi, altri spazi americani. tom verlaine almeno ha la chitarra e non il fucile. poi leggo american gods. finora anche shadow è disarmato.
Emerso da rose verso le 11:14 | ascolti | Comments (3) | TrackBack
venerdì, 21 marzo 2008
• tema in classe
«Come bassista Holger Czukay è paragonabile solo a John Cale. Ma come produttore non è secondo a nessuno» (Julian Cope, Krautrocksampler, tr. it. di chi sappiamo – onore al merito –, lain 2006).
Commenta la citazione vagliando il suo fondamento e, se è il caso, confutandola con opportune argomentazioni.
Emerso da rose verso le 22:13 | ascolti – libri e letture | Comments (6) | TrackBack
sabato, 15 dicembre 2007
• cooking with rockstars
Emerso da rose verso le 23:32 | ascolti | Comments (0) | TrackBack
mercoledì, 28 novembre 2007
• stasera ho fatto confusione
e invece di jekyll ho guardato blackpool, così ho scoperto la faccenda delle canzoni.
quando diventa proprio un musical con tanto di ballo, non mi piace tanto; bello però il sogno di white wedding e soprattutto brilliant mistake.
Emerso da rose verso le 22:43 | ascolti – visioni | Comments (0) | TrackBack
sabato, 24 novembre 2007
• scoprire cose vecchie
a volte dà più soddisfazione che scoprire cose nuove, prima o poi rifletterò sul perché.
questa settimana:
- il mitico serial johnny staccato con cassavetes ventinovenne più potabile che mai, jazz di lusso (shelley manne alla batteria), veri esterni newyorkesi del 1960, bianco e nero.
arriva su studio universal e al festival di torino (link perché ci sono diverse immagini e descrizione di 5 episodi).
in america c'è il cofanetto di dvd
esiste un paperback d'epoca presumibilmente tratto dalla serie
commenti:
daily news
senses of cinema
- il disco cosiddetto acustico registrato dai cure come bonus al greatest hits del 2001: bello, risentire le canzoni più famose in una esecuzione omogenea ed essenziale (di alcune ho capito le parole solo adesso). mi sembrano cantate molto bene; ci sono arrivata sentendo per caso alla radio la commovente versione di friday i'm in love. forse è la tipica operazione fans only, comunque una buona cosa.
l'ha fatto qualcun altro, un album registrato ex novo (non live) suonando una propria antologia? sembra un'idea così semplice e interessante, ma non mi sovvengono altri esempi.
Emerso da rose verso le 13:02 | ascolti – visioni | Comments (1) | TrackBack
lunedì, 19 novembre 2007
• currently listening to: the kinks
cover art by bob lawrie
Emerso da rose verso le 23:21 | ascolti – illustrazioni, ephemera, fumetti | Comments (1) | TrackBack
• currently listening to: the zombies
cover art by terry quirk
Emerso da rose verso le 23:02 | ascolti – illustrazioni, ephemera, fumetti | Comments (2) | TrackBack
sabato, 17 novembre 2007
• currently listening to

the pretty things. (cover design by phil may himself.)
more 60s record covers: here & here
(NOT listening to: ultra orange & emmanuelle seigner – ultrabufala.)
Emerso da rose verso le 16:01 | ascolti | Comments (0) | TrackBack
martedì, 06 novembre 2007
• se non son digipack non li vogliamo
due dischi nuovi per una sera di novembre:
blonde redhead, 23
einstürzende neubauten, alles wieder offen.
a margine di quest'ultimo noto che:
- il libretto dei testi, con le sue frasi brevi e la traduzione interlineare, mi fa l'effetto istruttivo di un manuale di tedesco per principianti
- parti del pezzo allegramente intitolato nagorny karabach sono state registrate al teatro valli reggio emilia e in parte al palast der republik di berlino, che dunque in questo caso sono indistinguibili
sto anche facendo una playlist per una ipotetica festa che non ho nessuna intenzione di dare. però avere una playlist così è indispensabile. (è in uno stadio ancora assolutamente primitivo, ci metterò anni.)
Emerso da rose verso le 00:40 | ascolti | Comments (4) | TrackBack
martedì, 25 settembre 2007
• milano lo scorso weekend
presentava questa fitta concentrazione di concerti britannocentrici.
venerdì: nella rassegna mito, london sinfonietta suonava sergeant pepper. e fin lì. però è stato tenuto accuratamente nascosto, direi quasi con determinazione, che sarebbe intervenuta una fitta delegazione di personaggini quali residents, marianne faithfull, jarvis cocker, beth orton, non-so-più-chi ma soprattutto robyn hitchcock. (ebbene sì, robyn hitchcock ha cantato due canzoni dei beatles a rho, avrei potuto esser lì per la modica somma di 5 euro + biglietto del metrò, e invece non c'ero.)
sabato: art brut al parco, concerto supersponsorizzato, dunque gratuito. è stato molto divertente sentire dal vivo l'originale di mio fratellino ha scoperto il rock'n'roll dei 3 allegri ragazzi morti, solo 3 settimane dopo il concerto dei medesimi. si è saltellato parecchio.
il batterista lavora in piedi, i chitarristi fanno due personaggi di tales from the crypt e con la bassista rotondetta è facile identificarsi. eddie argos ha i colori improbabili dell'inglese di ascendenze mediterranee – somiglia all'attore alfred molina, nota di p. – e ha cambiato le parole di emily kane perché dopo il successo della canzone l'ha incontrata (non è più vero che non la vede da 10 anni e non sa dove abita); citazione di there's a light that never goes out sul finale della medesima.
domenica: david sylvian al conservatorio, per essere lì invece si è dovuto rompere il porcellino di ceramica. scaletta simile a quella di stoccolma. il bassista col kilt.
p. insiste che quelli di sylvian sono concerti belli ma freddi (c'è chi li considera francamente noiosi). ora, è chiaro che tutto questo variare gli arrangiamenti delle canzoni e trattare ink in the well quasi fosse uno standard jazz e ricamare la trama sonora raffinatissimamente e stare del tutto immobili sul palco sarà sì professionalità ma anche timidezza, ogni fan di sylvian lo sa.
pur senza nostalgia (ah ah), perché i pezzi di snow borne sorrow sono ottimi, si viene per sentire la sua voce, e brilliant trees spogliata della religiosità della tromba trova una sua quotidianità, ghosts risorge più eterna che mai (non per ridurre la musica a triviali meccanismi psicologici, ma già faceva piangere quando non la capivamo, figuriamoci) in questo mondo sonoro di una coerenza ipnotica, mondo che sempre ruota attorno ai suoi poli introspezione emotiva / esplorazione sonora, intensità vocale / curiosità strumentale, e allora viene da chiedersi se l'autonomia di un mondo così (pur ricco di divagazioni, improvvisazioni, tentazioni, ma solo al suo interno) sia una buona cosa. farci un giro ogni tanto è bellissimo.
Emerso da rose verso le 15:41 | ascolti | Comments (2) | TrackBack
martedì, 18 settembre 2007
• nuova trasmissione radiofonica preferita
(nuova per me, ovviamente c'è da anni e anni):
eclettica, da lunedì a venerdì alle 19 su rockfm; podcast.
Emerso da rose verso le 20:58 | ascolti | Comments (2) | TrackBack
sabato, 08 settembre 2007
• il ricavato andrà pure in beneficenza
fatto sta che una canzone dei beatles è finita in una pubblicità, il tabù è infranto.
(here comes the sun, concessa dalla harrison foundation per una compagnia di assicurazioni)
Emerso da rose verso le 22:07 | ascolti | Comments (1) | TrackBack
martedì, 04 settembre 2007
• visti i tre allegri ragazzi morti alla festa dell'unità
li adoro.
Emerso da rose verso le 00:35 | ascolti | Comments (7) | TrackBack
mercoledì, 29 agosto 2007
• forse non l'ho mai detto
ma ho una predilezione per la canzone it's my life di bon jovi. ci sarà un motivo.
Emerso da rose verso le 22:44 | ascolti | Comments (6) | TrackBack
giovedì, 26 luglio 2007
• l'abecedario di paul morley
ovvero il fittissimo libretto della compilation north by northwest, sul postpunk di manchester e liverpool, è l'unica cosa che sono riuscita a leggere in tutta la settimana (un bel calvario lavorativo come le due precedenti), dopo aver riascoltato i dischi domenica. il cofanetto l'avevo preso un anno fa, ma è tornato alla ribalta dopo l'edizione italiana del libro di simon reynolds e la visione di control – ora resterebbe da vedere 24 hours party people, benché sia di winterbottom, e da leggere il libro di paul morley.
link saltati fuori nel frattempo:
rocklist.net
rock's backpages (già noto, ma ecco per la prima volta il pernicioso pensiero: perché non abbonarsi?)
e, non essendosi eventualmente ancora stufati delle liste nonché della grafomania e loquacità di morley:
a literary top ten
the best cover for your ipod
morley on ian curtis (anche audio)
(bonus: 11 paragraphs about morley's book)
[ps da domenica per un paio di settimane, commenti chiusi moderati, causa spamwave]
Emerso da rose verso le 22:39 | alfabeti e abbecedari – ascolti | Comments (13) | TrackBack
domenica, 15 luglio 2007
• acusticamente la settimana scorsa
lunedì, breakfast on pluto di neil jordan con un audio talmente cavernoso che a stento si capivano i dialoghi.
sabato, lupin III il castello di cagliostro con l'audio a un volume tale da uscire tutti (i dieci presenti nella grande sala) piuttosto sordi.
mercoledì, berlin di lou reed, con l'acustica del teatro degli arcimboldi a permettere di apprezzare tutti i dettagli dell'enorme organico presente sul palco, eppure si rischia di emozionarsi meno che ad andare al cinema (se è questo che si cerca): per me personalmente è proprio un po' troppo, il professionismo sovrasta le canzoni, pur bellissime. punto massimo: caroline says II.
da un articolo apprendo che:
- rispetto alla versione eseguita a brooklyn non c'è antony
- reed lo chiama «un film per le orecchie»
- wharol voleva farne un musical
e mi quadra tutto perfettamente.
(sui video di schnabel non dico nulla perché avevo un posto d'angolo da cui non vedevo alcunché, a parte l'ossessivo riapparire di emmanuelle seigner.)
Emerso da rose verso le 11:19 | ascolti – visioni | Comments (0) | TrackBack
sabato, 07 luglio 2007
• qui stasera
si ascolta lee scratch perry e si è cambiato lo sfondo scrivania: con questo.
Emerso da rose verso le 21:06 | ascolti | Comments (0) | TrackBack
venerdì, 29 giugno 2007
• improprio
ma sarò solo io che regolarmente, ogni volta che odo nominare il nuovo primo ministro britannico, comincio a sentirmi ronzare in testa un orecchiabile ritornello degli stranglers?
never a frown
with gordon brown.
mah.
(youtube)
Emerso da rose verso le 21:53 | ascolti | Comments (3) | TrackBack
martedì, 22 maggio 2007
• 2 cose di musica
è un periodo in cui gli ascolti sono quasi inesistenti (ma spero di rimediare con viaggio di lavoro milano-roma andata e ritorno in giornata in treno, ammesso che il collega chiacchierone non chiacchieri per 9 ore).
stasera però ho sentito la radio mentre cenavo e ne ho ricavato:
- che a sanremo c'è stata una bella canzone di nada (qualcuno poteva anche dirmelo);
- che ho un bel sentire e risentire la cover di patti smith di are you experienced (pur bella e superannisettanta, e appropriata, certo, chi altri potrebbe avere il diritto di cantare yes I am, è persino un po' ovvio), ma la mente corre sempre alla versione di caresse e sickmob (e su youtube si scopre che il video era girato nel giardino di jarman a dungeness).
la bambina di genesis p-orridge oggi dovrebbe essere questa graziosa circa ventisettenne. sul personaggio paterno si può pensare quel che si vuole, eppure ancora oggi - che abbiamo paura della nostra ombra, figuriamoci dei bambini - non trovo affatto sgradevole l'operazione. anzi, spero che caresse sia felice di avere quella testimonianza di una se stessa piccola e fiera e bellissima. (pare però che non possieda una copia del 12" originale: quasi quasi mi viene voglia di mandarle la mia, con dedica.)
ps le avventure della famiglia P in america.
Emerso da rose verso le 23:19 | ascolti | Comments (5) | TrackBack
martedì, 01 maggio 2007
• berlino: musica
come io abbia potuto non accorgermi che il 25 aprile mick harvey era in città, dopo tanta assidua consultazione dei siti appositi, resta un mistero (e non sarebbe stato forse meglio vederlo con lisa germano al babylon, invece che evenualmente il 18 a legnano, senza lisa germano? ohibò).
noi invece, com'è come non è, ci siamo trovati davanti a quei talentuosi minorenni dei blondelle (non ci credo assolutamente che hanno diciannove anni, è impossibile), e l'ambiente del magnet dava la piacevole illusione di scoprire qualcosa, un po' come chi avesse conosciuto mick jagger alle medie, magari. e invece il chitarrista è il figlio di dave stewart! comunque sono molto più esagitati e spettinati che sul sito, meritano una qualche fiducia. (indagini successive hanno rivelato che il disco è bello e che suonano al plastic l'11 maggio.)
un altro mistero tipicamente berlinese è come possa kaminer continuare da anni a fare russendisko nell'inesausto divertimento generale, e prima di tutto suo. io non ci credevo tanto, prima di vedere (e di zomparci sopra anch'io) la micropista del kaffee burger stipata all'inverosimile di ragazzone giovanissime e bionde e ragazzi gradevolmente imbranati, tutti impegnati a ballare ska russo come se fosse l'ultima occasione al mondo.
terzo mistero: chi è pedro? com'è fatto? perché abbandona il suo negozio aperto nel bel mezzo di un sabato pomeriggio? perché i vicini si mobilitano a cercarlo come se questi tre italiani fossero i primi aspiranti clienti da mesi? mah.
(a proposito di negozi di dischi, una segnalazione per la guida della clup: il palazzo della bergmannstrasse in cui suppongo si trovasse l'independent recordstore, segnalato a p. 348, è stato demolito.)
Emerso da rose verso le 22:34 | ascolti – città e altri luoghi | Comments (0) | TrackBack
mercoledì, 14 marzo 2007
• sul concerto di john cale
di lunedì scorso al rainbow, ho da dire che mi è piaciuto di più rispetto all'ultima volta; ne ho apprezzato la compattezza, la mancanza di nostalgie e insieme quegli elementi sonori che in una certa prospettiva sembravano comporre una summa degli anni 70, quelli belli.
ma forse ero io senza nostalgie, senza aspettative di questa o quella canzone (a parte venus in furs ovviamente), senza nemmeno flashback alla primavera di 15 anni fa in cui L - era lei la fan di cale, non io - mi trasportò a bologna a vedere un concerto del tour immortalato in fragments of a rainy season.
io ero qui, a quasi 40 anni, lui era qui, appena compiuti i 65, andava tutto bene.
e alla fine (quando solo io, g. e un dandy dal foulard a pois eravamo rimasti davanti alla transenna, increduli della mancanza di un bis) è apparso sul palco il burbero benefico tecnico del suono ora fidanzato con quella nostra amica dalla quale, parecchi anni fa, comprai gli stivali che avevo ai piedi lunedì sera. non sarà proprio per questo che è stato detto tout se tient, eppure...
la recensione l'ha fatta spider
l'aria l'ha imbottigliata garnant
gli altri presenti potrebbero compilare la set list, così, la mandiamo a hans, no? (ma quella cartacea chi se la sarà presa, alla fine?)
Emerso da rose verso le 14:54 | ascolti | Comments (3) | TrackBack
venerdì, 09 febbraio 2007
• kaurismäki
visto la settimana scorsa le luci della sera e rivisto oggi juha, che mi ricordavo molto poco - in entrambi ci si strugge sentendo le temps des cerises (come in porco rosso).
Emerso da rose verso le 23:35 | ascolti – visioni | Comments (0) | TrackBack
sabato, 20 gennaio 2007
• jarvis cocker
giovedì sera ai magazzini generali è stato veramente ultra-cool, non saprei come altro definirlo. (ne volevo dire già ieri sera, ma poi ci è arrivato in casa un amico di p. mollato di recente dalla fidanzata, che cerca di riprendersi organizzando un viaggio in india e gira con un cartone di primitivo di manduria nel bagagliaio della macchina - si è dovuto aiutarlo a bere il primitivo di manduria.)
dunque sono molto contenta che y. mi abbia telefonato per andare a sentire jaaarvis, sia perché io e lei non ci vedevamo da più di un anno sia perché il concerto è stato proprio bellissimo, lui è una magnifica rockstar che ti ipnotizza con i gesti delle sue mani quasi da creatura marfan, altissimo (per cui io, pur essendo vicina, l'ho visto benissimo per tutto il concerto) ed elegante nella sua camicina marrone con la giacca di tweed della moglie (o magari non era della moglie, ma è vero che aveva l'abbottonatura da donna), tanto compassato nelle chiacchiere tra un pezzo e l'altro, da cui si è ricavata una dose oltraggiosa di umorismo britannico per una sera sola, quanto intenso nelle canzoni - tutto l'album solista, comprese le 2 b-side e il brano nascosto - che partivano precisi e impeccabili, scandite da luci a led con lieti motivi retrò da lungomare di brighton.
delizioso l'affetto di jarvis per i suoi occhialoni da ex sfigato - con una faccia così, non vai da nessuna parte se non hai una personalità veramente speciale. un modello per generazioni di imbranati.
bis finale: satellite of love.
jarvcast!
Emerso da rose verso le 17:43 | ascolti | Comments (8) | TrackBack
martedì, 19 dicembre 2006
• per una giornata grigia
- sul sito di boo hewerdine ci sono tanti mp3, fra cui graceland dei bible (via fingertips guide to free mp3s).
finora potevo vantarmi di non aver mai mai mai messo in un post il testo di una canzone, dunque è il momento di sgarrare (è persino meglio oggi di vent'anni fa).
Would I give you money?
I don't know
the free-est things in life are best
and so, put me to the test
now...And when I die
will you build the Taj Mahal?
wear black every day of your life?
I doubt itYou will never see Graceland...
All my wanting, all my waiting, all my working
all my wickedness
for all my yearning, inside I'm shutting downYou will never see Graceland...
- kristin hersh e un walking problem che potrei avere anch'io (e non ho neanche un cane). confermo che sentendo musica in cuffia si zompa più volentieri nelle pozzanghere.
- they might be giants non ti lasciano mai solo: fanno podcast, webradio, persino le suonerie per il telefono (mi piacerebbe tanto avere phone phone phone).
Emerso da rose verso le 15:42 | ascolti | Comments (4) | TrackBack
domenica, 03 dicembre 2006
• 1969
è l'anno di nascita di badly drawn boy, visto ieri sera affrontare la sua data italiana per il tour filospringsteeniano di born in the uk con una tale emotività che la gente invece di seccarsi è stata comprensiva. si è proclamato pissed off perché la chitarra era fucked up, ha interrotto il concerto per andare a fumare e calmarsi, ha detto che eravamo un pubblico splendido, si è dimenticato thunder road prima del ritornello e l'ha piantata lì, se l'è presa perché uno dal suddetto pubblico gli ha gridato get a grip, ha detto che eravamo un pubblico splendido, ci ha raccontato che era distratto perché col tour si perde il compleanno della figlioletta...
per me è il berretto, è impossibile stare sotto i riflettori con un berretto di lana, sfido chiunque a non innervosirsi.
comunque in coda a the shining ha fatto un breve medley con the first picture of you dei lotus eaters, il che per me è valso la serata (astenersi facili commenti malevoli). quasi quasi gli compravo la tea towel - mai visto un tale articolo come gadget da concerto. (certo è la band meno glamour mai vista nella storia, e se ne sono viste.)
1969, però, è anche il bellissimo disco di julie driscoll ristampato quest'anno, trovato e sentito oggi.
Emerso da rose verso le 22:33 | ascolti | Comments (5) | TrackBack
mercoledì, 29 novembre 2006
• ho sentito le sirene cantare
non ricordo più che film fosse, sicuramente innocuo, certo niente a che fare con diamanda galas: vera sirena omerica, assordante, primordiale, ipnotica (ma a volte ironica), vestita dei suoi capelli.
in piazza a bologna, quest'estate, non l'abbiamo trovata, ma all'auditorium di milano ha avuto un pubblico da diva, osannante fino al secondo sospirato bis.
guilty guilty guilty.
supplica a mia madre.
Emerso da rose verso le 18:28 | ascolti | Comments (2) | TrackBack
domenica, 05 novembre 2006
• song of the day
back to black di amy whinehouse, sentita su lessons from things.
Emerso da rose verso le 13:20 | ascolti | Comments (3) | TrackBack
lunedì, 30 ottobre 2006
• the departed e i dropkick murphys
Emerso da rose verso le 14:12 | ascolti – visioni | Comments (0) | TrackBack
• blogging in the morning
beata davanto al computer nuovo, ascoltando questo meraviglioso concerto di robyn hitchcock, festeggio – complici un paio di giorni di ferie – tre anni dall'inizio di questi appunti digitali. che c'è da festeggiare? il bello della rete, ovvero la possibilità di scambiarsi idee, senso, anche su scala micro (sia come argomenti sia come numeri) qual è questa. al riparo dal rumore del mondo della «comunicazione» maggiore e al netto di starsystem vari, ma con l'opportunità di conoscere menti affini e tenere d'occhio quel che succede.
ieri e l'altroieri, invece, una rara occasione di sentire cose intelligenti da persone in carne e ossa: i giorni sul teatro di ricerca e il suo rapporto col cinema organizzati dalla rivista brancaleone a milano, allo spazio oberdan. c'erano gli amati motus, fanny & alexander, teatrino clandestino in rappresentanza delle compagnie italiane più interessanti e coinvolte in un rapporto con il cinema che va dall'uso di elementi del linguaggio cinematografico nei loro spettacoli alla produzione di video, ai progetti di cinema veri e propri (per ora molto embrionali, a causa di un rapporto impossibile con le strutture produttive italiane - un inizio è la costituzione dell'associazione LUS).
in italia sembra essere questo teatro a rilevare una modernissima e necessaria funzione di sintesi artistica tra diverse modalità espressive. se in passato è stato proprio il cinema ad appropriarsi di peculiarità di arti visive, musica, teatro, letteratura utilizzandole in modo fecondo, ora spesso è qui la punta avanzata di questo tipo di elaborazione culturale, che io trovo vitale e importantissima, se nasce da un'esigenza autentica (ebbene sì, in fondo sono sempre rimasta convinta dell'utilità del concetto postmoderno nell'arte, anche dopo la sua decadenza causa abuso di citazionismo).
da quel che ho sentito ieri, devo dire che l'agire in gruppi molto compatti e per lo più con i modi dell'autoproduzione sembra agevolare un lavoro molto serio, un ritmo del pensiero che forse quando ci si trova, per esempio, nel vortice di una produzione cinematografica si fa fatica a seguire – e ieri non si è mancato di accennare ai temi strutturali economici e politici che c'entrano sempre quando si parla dello stato dell'arte.
ma soprattutto c'è stata l'occasione di impicciarsi un po' del farsi di certi spettacoli che poi ti arrivano con tale capacità di sintesi poetica e impatto live da concerto rock da essere di ardua decifrazione e descrizione a parole (come peraltro è giusto che sia, se l'arte viene dall'inconscio e gli parla – trovo sempre utile ricordare in proposito la già citata frase di mamet, che pure non è proprio un avanguardista sfrenato).
motus di nuovo a milano venerdì, sabato e domenica prossimi al teatro i (linko anche se al momento il sito non si apre) con una performance su all strange away di beckett.
Emerso da rose verso le 14:06 | ascolti – visioni – vulnerant omnes | Comments (4) | TrackBack
domenica, 22 ottobre 2006
• non proprio novità
ma per me sì... scopro solo questa settimana:
un bellissimo disco rock (anche un pochino country): alejandro escovedo, boxing mirror, prodotto da john cale. c'è pure su itunes.
verrà demolito il carcere di long kesh (sito ufficiale del gruppo di studio sull'utilizzo futuro).
il new york times dice che è di gran moda lo smalto per unghie nero. di conseguenza si potrebbe trovare in commercio con maggiore facilità, prestare attenzione.
Emerso da rose verso le 11:40 | ascolti – vulnerant omnes | Comments (9) | TrackBack
venerdì, 22 settembre 2006
• compleanno di nick cave
vedi i post del 22 settembre su:
If Charlie Parker Was a Gunslinger, There'd Be a Whole Lot of Dead Copycats.
(dove c'è anche, v. sidebar, un archivio, con ottime introduzioni, dei nastri dell'intervista di truffaut a hitchcock, quella del famoso libro - bene, perché non trovavo più la stazione radio online che li aveva.)
Emerso da rose verso le 18:16 | ascolti | Comments (2) | TrackBack
domenica, 17 settembre 2006
• malinconia
di non-concerti: persi i clan of xymox venerdì per mera disorganizzazione mia (nonché città invivibile causa traffico), e come se non bastasse sabato gli offlaga hanno potuto suonare solo kappler prima di essere scacciati dalla pioggia. io sarei anche stata lì imperturbabile nel mio impermeabilino rosso, se solo il gruppo avesse avuto uno straccio di tetto sulla testa, il che non si è dato... sorry, guys. così è milano, a volte, purtroppo.
ho però avuto una bizzarra notizia: incredibilmente, il primo dicembre al transilvania suona john foxx. so già che la curiosità sarà più forte dell'apparente assurdità di questo fatto, superficialmente definibile come anacronistico.
Emerso da rose verso le 22:53 | ascolti | Comments (6) | TrackBack
martedì, 22 agosto 2006
• piuttosto vero
«because jazz music is a thing that, as few things do, makes you feel really at home in the world here, as if it's an ok notion to be born a human animal, or so.»
(colin macinnes, absolute beginners)
Emerso da rose verso le 14:46 | ascolti | Comments (2) | TrackBack
domenica, 16 luglio 2006
• brian eno
giovedì scorso alla milanesiana ha parlato di quando voleva essere pittore, e soprattutto di arte generativa («generative art refers to any art practice where the artist uses a system, such as a set of natural language rules, a computer program, a machine, or other procedural invention, which is set into motion with some degree of autonomy contributing to or resulting in a completed work of art», secondo philip galanter), dicendo alcune delle cose che dice qui, è stato spiritoso e insomma adorabile.
ho poi scoperto che a milano abbiamo da anni un convegno sull'arte generativa, e il giorno dopo sono coscienziosamente andata alla triennale a vedere un po' dei 77 million paintings di eno. eno ha il potere di farti pensare che il mondo sia pieno di intelligenza e di bellezza, e che tutto ciò sia semplice nella sua complessità. brian eno, in generale, ha il potere di farti star bene, qualsiasi cosa lui faccia, e di stupirti senza egocentrismo. non dimentichiamo che tra le carte delle strategie oblique una dice «pensa alla radio», almeno nel mazzo tradotto in italiano da gammalibri. non dimentichiamo che vedere l'installazione place # 16 alla chiesa (sconsacrata) di san carpoforo, l'11 ottobre 86 quando non c'erano ancora i blog e neanche internet e se è per questo non avrei avuto un pc per altri 2 anni, mi rimase davvero molto impresso. e soprattutto che il capolavoro di brian eno sono i dischi in cui ha fatto il produttore, e magari anche la peculiarità di aver inventato un tipo di musica insensata da riprodurre su vinile ma perfetta per i cd e la musica digitale, allora inesistenti.
alla luce di tutto questo, gli si può pure perdonare di fare tanta pubblicità alla apple in un momento in cui l'azienda non è esattamente inattaccabile, e financo di essere amico di michel faber, che peraltro ha riscattato la sua lagnosa presenza in quel consesso dedicando la serata a syd barrett. è poi stato cancellato da un intervento fiume di stefano bartezzaghi, e devo dire che mi sarebbe piaciuto non dover linkare lessico e nuvole ma un suo sito personale dove possibilmente ritrovare il suddetto intervento e confrontare l'esperienza di lettura con quella veramente inquietante di sentirglielo leggere.
qui poi bisognerebbe parlare di rebus corporei e di fanny e alexander, se ce la fa d., che c'era, può lasciare un commento...
Emerso da rose verso le 22:45 | ascolti – visioni | Comments (6) | TrackBack
venerdì, 26 maggio 2006
• ufficio online
da un'oretta. niente incetta di scorte alimentari. peccato, ho un certo languorino.
ascolto quotidiano della settimana (continuo a dedicarmi a singole canzoni, probabilmente con album interi non ce la farei): six organs of admittance, close to the sky - c'è una versione live sul sito.
inoltre ho casualmente risentito southern mark smith di jazz butcher: colgo l'occasione per segnalare gran copia di mp3 ufficiali e chiedermi perché nessuno porta in italia pat fish, che se lo meriterebbe quanto se non più di altri coetanei.
Emerso da rose verso le 11:44 | ascolti – vulnerant omnes | Comments (2) | TrackBack
martedì, 23 maggio 2006
• per la cronaca
stasera diamanda galás mi ha ripetutamente impallato il computer (la finestrina nera traslucida con scritto «devi riavviare» in tutte le lingue mi mancava).
Emerso da rose verso le 00:30 | ascolti | Comments (0) | TrackBack
lunedì, 22 maggio 2006
• buone notizie (per gente che ama le cattive notizie)
sir arthur conan doyle's birthday celebrato da google.
la settimana scorsa ho imparato i giorni della settimana in romagnolo. ho dei problemi a pronunciare il giovedì, che tra l'altro è femminile.
sabato sera ho visto gli skiantos gratis e ho cantato il ritornello di i gelati sono buoni.
il gatto che sembrava scomparso sta invece arzillo sul terrazzo di sopra. (da solo non riesce a scendere dal rampicante potato, ma del resto la vecchia lo nutre. non penso che lo riporterà giù; in questo senso è in atto una specie di sequestro di gatto. si aspetta che il rampicante ricresca.)
Emerso da rose verso le 15:20 | ascolti – vulnerant omnes | Comments (2) | TrackBack
mercoledì, 17 maggio 2006
• la societas raffello sanzio
per me quest'anno è arrivata insieme all'influenza domenica pomeriggio, quando ci siamo immersi nei video sulla tragedia endogonidia (autori), e se n'è andata quando sono risorta dal virus martedì, con il concerto dei cryonic chants e scott gibbons.
non penso però che fosse tutta colpa del raffreddore e dell'ottundimento da calore pomeridiano – probabilmente neanche del formato minidv che si sgranava sullo schermo – se i video mi hanno deluso: pareva che quel che doveva essere sconvolgente si appiattisse, mettendo in evidenza costumi alla moda e momenti di nudo o allusioni sadomaso, che, ehi, rispetto ai precedenti della societas sono praticamente dettagli fashion. sarà anche che sintetizzare spettacoli così forse non vale la pena (dal vivo non ne ho visto nessuno, e non capivo nulla).
nel concerto, invece, oltre le ovvie reminescenze di tutta l'elettronica-industrial-ecc. che normalmente non entra negli auditorium paludati, ancora la severità e il ritmo del voyage au bout de la nuit – non la grandiosità industriale come la guerra di quelle macchine, ma quel bianco e nero, il mondo sonoro insieme meccanico e organico, confine attivato in questo caso da 4 signore vestite come delle sorelle brontë in lutto (e qui sì soccombo all'irresistibile particolare costumistico).
mi chiedo perché non abbiamo potuto avere il capro vivo sul palco del dal verme. mah.
Emerso da rose verso le 22:29 | ascolti – visioni | Comments (0) | TrackBack
lunedì, 08 maggio 2006
• ascolto ossessivo del fine settimana
art brut, emily kane, 2'41". immagino che una canzone pop non possa diventare ossessiva più di tanto senza smettere di essere pop: ecco, emily kane arriva proprio appena al di qua con i suoi ultimi 45 secondi, preceduti dal bridge più tradizionale e insieme umoristico che si possa immaginare... mi fa impazzire, penso che la supererò entro oggi, ma non so quante volte l'ho sentita.
Emerso da rose verso le 14:42 | ascolti | Comments (0) | TrackBack
venerdì, 07 aprile 2006
• questo invece non è gratis
che dio mi perdoni e me la mandi buona: istigata da quell'articolo di coupland (questa settimana in it. su internazionale), sto scaricando da itunes il disco di morrissey. cosa ci si riduce a fare quando non si ha sonno e si cerca di smettere di pensare alle elezioni.
Emerso da rose verso le 00:56 | ascolti | Comments (2) | TrackBack
giovedì, 06 aprile 2006
• link del giorno
il sito della reissue di my life in the bush of ghosts.
Emerso da rose verso le 22:43 | ascolti | Comments (1) | TrackBack
domenica, 02 aprile 2006
• scaffali: nikki sudden (rip)
che c'è di meglio di una domenica mattina di primavera per rispolverare (alla lettera) i dischi di nikki sudden. when i cross the line...
jacobites (ns e dave kusworth), robespierre's velvet basement, glass, 1985
jacobites (ns e dave kusworth), the ragged school, twintone, 1986
nikki sudden & the jacobites, texas, creation, 1986
nikki sudden & the jacobites, dead men tell no tales, creation, 1987
nikki sudden & the french revolution, groove, creation, 1989
nikki sudden, the jewels thief, ufo, 1991
in streaming un grandissimo concerto di due settimane fa alla radio newyorkese wfmu.
download di favolosi blues acustici sul suo sito (soprattutto pockets full of silver)
altri mp3 sul sito della secretly canadian (tra cui l'indispensabile shame for the angels dei jacobites).
Emerso da rose verso le 12:39 | ascolti | Comments (0) | TrackBack
sabato, 25 marzo 2006
• (inside, my heart remains the same)
sorprese milanesi: i tuxedomoon lunedì scorso alla rassegna «suoni e visioni» della provincia, a prezzo modico, senza stress da prevendita. bizzarro, come un déja vu ma di natura radiofonica, ritrovarsi nel 2006 a sentire cotale gruppo presentato da enzo gentile (come del resto la sera prima, a radio popolare, sentire ernesto de pascale presentare donald fagen – corsi e ricorsi acustici, voci memorizzate in età impressionabile).
tutt’altro che nostalgici tuttavia – né c'era da aspettarsi niente di diverso – steven brown e compagnia.*
- assaggi del disco più recente sul sito della crammed, che sfoggia anche un gustoso video live.
- qualche canzone remixata qua, un vecchio pezzo live qua.
- ignoto in rete georgios kakanakis, l'autore di un accompagnamento video piuttosto bello (fatto quasi tutto in diretta con una camerina e vari fogli, pennarelli, una vaschetta d'alluminio, una lampadina...)
- reperti domestici, insufficienti: un vinile piuttosto consunto di half mute; due amate cassette di holy wars e suite en sous-sol.
* o piuttosto blaine reininger e compagnia, visto che sul palco il nostro (già visto nei paraggi qualche anno fa in uno spettacolo di santagata - qua ormai non si fa che linkare il suo sito) ha gigioneggiato in un italiano improbabile.
Emerso da rose verso le 19:28 | ascolti | Comments (4) | TrackBack
giovedì, 16 marzo 2006
• un link
secondhand songs, a cover song database.
Emerso da rose verso le 18:00 | ascolti | Comments (3) | TrackBack
• i film di sean penn
hanno sempre qualche particolare intrigante, che in tre giorni per la verità si si manifesta sotto forma di: presenza folgorante di john savage all'inizio (che poi sparisce), presenza consolante dell'omone buono david morse (già protagonista di the indian runner), presenza ammiccante di robbie robertson e soprattutto king's highway di joe henry, canzone che non sentivo da anni, ora oggetto di riascolto ossessivo da una settimana. a me jh piaceva di più prima della svolta jazzata.
short man's room samples; scar samples
Emerso da rose verso le 17:56 | ascolti – visioni | Comments (1) | TrackBack
domenica, 12 marzo 2006
• this seventies show
sabato, comprati jeans scampanati e ascoltata ad alto volume la ristampa in cd di marquee moon arrivata in aereo (sì certo, si trova anche sotto casa, ma comunque).
la sera precedente, rivisto per l'ennesima volta carlito’s way e capito per la prima volta che non si limita a citare gli anni settanta, è ambientato negli anni settanta.
Emerso da rose verso le 23:27 | ascolti – visioni | Comments (2) | TrackBack
mercoledì, 01 marzo 2006
• facendo un'onesta ricerca bibliografica in ufficio
capita di scoprire che ibs sconta i cd della beggars banquet. ma perché costavano così poco in the first place? (12,90, ribassato a 8,50)
finora non avevo pensato di ricomprare i bauhaus in cd. forse dovrei.
(finora non ho mai comprato cd su internet. forse dovrei)
Emerso da rose verso le 18:11 | ascolti | Comments (4) | TrackBack
sabato, 25 febbraio 2006
• r.i.p.
mi tocca confessare il misfatto - una cosa che non è assolutamente da me, lo giuro, dovete credermi, inspiegabile, incredibile (ma indubbiamente un segnale preoccupante). sabato scorso ho messo l'ipod in lavatrice. ringrazio tutte le persone carine che hanno pubblicato in rete resoconti apparentemente genuini di ipod risorti da lavaggio e centrifuga, una volta evaporata l'umidità: per qualche giorno mi hanno aiutato a sperare... ma il lavaggio a 60 gradi è stato veramente troppo (lo dicono anche le istruzioni, che la temperatura di, ehm, stoccaggio non deve superare i 45 - forse con un lavaggio delicato sarebbe andata meglio?). se qualcuno vuole un ipod morto, è pulitissimo, più bianco che mai. solo per un breve momento, verso mercoledì, si è sentito girare l'hd rotto. le cuffie invece funzionano ancora.
per fortuna non mi ricordo assolutamente di quanti di quei 20 GB di musica non ho backup. e per fortuna avevo già preso un lavoro extra, che forse mi permetterà di impadronirmi in primavera di una di queste creature (peraltro prive di connessione firewire, ohibò). per ora si soffre in silenzio, è il caso di dirlo.
Emerso da rose verso le 19:44 | ascolti | Comments (9) | TrackBack
martedì, 07 febbraio 2006
• cos’è?
è un biglietto di un concerto, sì. l’ho trovato pochi mesi fa per strada, non lontano da casa; l’ho raccolto non solo perché è di nick cave ma perché sapevo di averne uno uguale da qualche parte, e di essere quindi in grado di ricostruire di quando fosse. stasera ho ricostruito: 24 maggio 1992 (dietro c’è lo stesso timbro, di un organizzatore milanese). caro qualcuno che hai perso questo caro ricordo (ci sono i segni delle puntine usate per tenerlo appeso), nonché nostalgica prova che una volta i concerti costavano 27.000 lire, se lo rivuoi, scrivimi. se no, lo tengo io. (è vero che il mio è più pulito e ha un numero molto più basso, ma devono avermi strappato male la matrice, perché a nick manca un pezzo di testa.)


