giovedì, 08 maggio 2008
• cosa faccio in rete
si può rendere tollerabile un inverno e arrivare a primavera inoltrata, usando gli scarni ritagli di tempo su internet così:
- window shopping
- shopping (su ebay borse italiane nonché guanti da lancashire, new jersey, maryland, missouri – molti dal missouri, for some reason; su etsy bigiotteria, magari una collanina con spedizione gratuita dall'australia)
- lettura di food blog e fashion blog (ultima predilezione: in francese, sono così irritanti)
evitare qualsiasi sito utile, informativo o che faccia riflettere sul risultato delle elezioni. soprattutto, evitare di riflettere sul risultato delle elezioni.
Emerso da rose | 08/mag/08 19:53:36 circa | vulnerant omnes | Commenti (0) | TrackBack
• nel salotto di jonathan richman
sconcertante, questa primavera di icone anni settanta che scorrazzano per milano (tom verlaine prima, e lunedì c'è richard thompson, mi raccomando).
jonathan richman si è piazzato al piano nobile della casa 139 (martedì 6) a fare il suo delizioso spettacolo la cui componente cabarettistica, nello spazio ristretto, ha preso del tutto il sopravvento: complice il pubblico italiano sempre tendenzialmente caciarone (absit iniuria, nella mia esperienza è un dato di fatto) e il continuo battere le mani tutti insieme, si sono un po' perse le tracce del coté malinconico a noi più caro nell'opera richmaniana. (una canzone doveva partire a richiesta, e per uno che gridava hospital ce n'erano 10 a invocare ice cream man, che per di più è stata eseguita quasi tutta in italiano e parlava di uno spaventoso gelataio con i baffi.)
poi, per l'appunto, c'è il fatto della lingua: adorabile lo stralunato – ma non privo di competenza, tutt'altro – plurilinguismo richmaniano, evidentemente rinfocolato dalla cena a base di pizza, però fare metà concerto in italiano non rischia di semplificare un po' troppo? (così, tanto per rompere.)
l'omino con il viso da anziano clown, gli occhi spiritati che ti fissano inquisitori e le mani tozze agillissime sulla chitarra, the man who made the silly things serious and the serious things seem silly, si accompagna ancora al batterista tommy larkins come in tutti pazzi per mary, lui pure invecchiato benissimo, complimenti. il loro show accuratamente lo-fi, stilosissimo eppure così amichevole, è da non perdere (magari la prossima volta facciamo a casa mia, così cantiamo le canzoni tristi e quelle più rock, visto che con ballate e pezzi comici siamo in pari.)
Emerso da rose | 08/mag/08 15:22:58 circa | ascolti | Commenti (2) | TrackBack
